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I nostri assaggi al Mercato dei Vignaioli Indipendenti Trevigiani

Una location d’eccezione, quaranta vignaioli e tanta (tanta, tanta…) convivialità.

Non è stato un sabato qualsiasi, quello che abbiamo trascorso all’Ex PAGNOSSIN di Quinto (Treviso). Il mercato dei Vignaioli Indipendenti Trevigiani, ospitato da OpenDream Food Market è stato una bella occasione per salutare amici e conoscere nuove etichette.

Ecco una carrellata dei vini degustati.IMG_7365

Si parte con il Brut Nature 2017 della Cantina Miotto Valter, un Valdobbiadene Docg di livello altissimo per freschezza (sentori di agrumi, pompelmo rosa e pesca bianca) e godibilità. Di prospettiva, invece, il best-seller Profondo nella versione 2017. Lì vicino, Rosa Natale di Colbertaldo, si fa apprezzare per la morbidezza dei suoi Brut ed Extra Dry: piacevolmente fruttato il primo, più floreale il secondo. Sempre a Colbertaldo c’è Spagnol-Col del Sas: il Brut è un pezzo pregiato della denominazione, mentre gode di personalità intensa e una bella mineralità il Rive di Solighetto. Caneva da Nani, presentata da Massimo Canello, ha un Extra Dry che segue alla lettera i canoni del buon Valdobbiadene: frutta fresca, fiori e una leggerezza che invita non solo al secondo, ma anche al terzo e al quarto calice.

IMG_7388.JPGSpostandoci verso Asolo, Case Paolin ha un Brut ben strutturato e preciso. La stessa precisione che si ritrova nel 5 grammi di Malibran di Susegana (TV), vicino di stand di Cesconi, con il vulcanico Andrea Piccoli a fare gli onori di casa. Blauwal, il metodo classico trentino del sodalizio di Pressano (TN) è verticale, diretto ed equilibrato sia nella versione Brut “classica” sia Riserva, che acquisisce spinta e complessità grazie alla sosta ulteriore sui lieviti.

Col del Lupo ha un Notae “col fondo” veramente interessante, ma è con il Valdobbiadene Extra Dry  che l’azienda di Vidor riesce ad esaltare la frutta fresca (mela golden) e i fiori. Anche Francesco Follador si fa notare con il suo Follalba Extra Dry.

Una bella linea è pure quella di Davide Vignato, bravissimo ad interpretare due vitigni come la Durella e la Garganega, rispettivamente con la Cuvee dei Vignato Metodo Classico e Primo Incontro frizzante.IMG_7377

Il “Rive di Col San Martino” Brut di Siro Merotto è incredibile per la sua persistenza, mentre il “Rive di Refrontolo” Brut di Fratelli Collavo è fresco e fragrante.

Ecco, infine, Podere il Saliceto (ospite dall’Emilia) di Gianpaolo Isabella, con il suo Falistra (uve Lambrusco) che brilla per freschezza (ribes e marasca vengono fuori che è un piacere) ed eleganza. Si chiude con Emilio Vada (ospite dal Piemonte), che ha nel Dolcetto D’Alba un bel rosso asciutto e vinoso con un finale piacevolmente amarognolo.

Francesco Vigato

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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