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Genitori, calcio, figli.

Papà, mamme, stiamo rovinando il calcio.

Parlo al plurale perchè spero anch’io, un giorno, di avere un figlio. Spero anch’io, un giorno, di vederlo correre dietro un pallone. Ma se c’è una cosa che ho imparato in 14 anni di calcio è l’amore per la libertà.Tante volte ci capita di leggere sui giornali, o sentire dagli opinionisti in tv, la solita grande domanda: “ma riuscirà a sopportare le pressioni?”. E lo si chiede di ragazzi di 18-20 anni, proiettati su palcoscenici di prim’ordine e cresciuti in settori giovanili professionistici. Immaginatevi un bambino che gioca nella squadra del Parroco o poco più, che si sente dire dal papà: ” Oggi il tuo allenatore deve farti allenare sugli schemi d’attacco perché sennò non vincete la partita”. “Oggi devi fare almeno 5-6 gol sennò stasera niente cena”. Il bambino scenderà in campo sotto pressione, con un nervosismo che difficilmente potrà sostenere. E sfortunatamente, situazioni del genere, mi capita di vederle sempre più spesso. E tutto questo in partite dove contano fattori come lo sviluppo fisico più o meno precoce o elementi che fanno più o meno la differenza, non certo lo “schema”, la “tattica”, come sento dire dalle tribune.Il genitore non vuol vedere, non vuol capire che il figlio non è quello che scarta tutti a comando e segna gol a raffica. Non vuol capire che la playstation bombarda già troppo. E continua la sua opera di pompaggio di false certezze e illusioni.

A 14 anni il bambino capirà che quella biondina vicina di banco è meglio delle urla forsennate di papà dopo un gol sbagliato, e che la bicicletta magari lo soddisfa di più.Il padre sarà ancora là, in cerca di una squadra, un allenatore, un “futuro” per il proprio figlio. Un futuro di polvere e campi pieni di buche, perchè l’egoismo è solo questo.

alla prossima

fv

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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