Cembra lancia il nuovo Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva Trentodoc: una novità che punta dritta all’essenza

La Val di Cembra è uno di quei territori che, più che raccontarsi, si lascia intuire. Ripida, verticale, scolpita nella roccia porfirica, è una valle dove la viticoltura assume i tratti della fatica e della precisione. Qui la montagna non è contorno, è sostanza. Ed è proprio da questa identità forte che nasce il lavoro di Cembra Cantina di Montagna, realtà cooperativa fondata nel 1952 che oggi riunisce circa 300 viticoltori, custodi di un paesaggio unico fatto di terrazzamenti e muretti a secco.

Cembra è, a tutti gli effetti, una delle espressioni più autentiche della cosiddetta viticoltura eroica: vigneti tra i 500 e i 900 metri, pendenze importanti, lavorazioni manuali e una conoscenza profonda di ogni singola parcella. Un lavoro meticoloso che negli anni ha portato la cantina a definire uno stile sempre più riconoscibile, fatto di precisione, verticalità e coerenza territoriale.

In questo percorso si inserisce una novità particolarmente interessante: il Trentodoc Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva. Un’etichetta che va ad arricchire la linea “Oro Rosso”, già dedicata al Dosaggio Zero da Chardonnay, e che trova nel Pinot Nero un’altra chiave di lettura del territorio.

Il nome non è casuale. “Oro Rosso” è il porfido, la roccia vulcanica che caratterizza la Val di Cembra e che rappresenta una vera e propria firma sensoriale nei vini della zona. È da questi suoli che il Blanc de Noirs trae quella spinta sapida e quella tensione che ritroviamo poi nel bicchiere.

Le uve provengono da vigneti situati tra i 600 e i 700 metri di altitudine. La vendemmia è manuale, la vinificazione attenta e rispettosa della materia prima, con un primo affinamento in acciaio sulle lisi e una lunga sosta sui lieviti in bottiglia per almeno 48 mesi. Un tempo importante, che però non viene utilizzato per costruire complessità fine a sé stessa, ma per affinare e rendere ancora più nitido il profilo del vino.

Ed è proprio qui che questo Blanc de Noirs colpisce. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da riflessi ramati, e un perlage fine, continuo, elegante senza essere ostentato. Il naso è pulito, diretto, centrato: piccoli frutti rossi, crosta di pane, una traccia minerale ben definita. Nulla di ridondante, nulla di costruito.

L’assaggio è la vera chiave di lettura. È un vino che gioca sulla verticalità, sulla precisione, su una pulizia espressiva che lo rende immediatamente leggibile. L’acidità è viva, dinamica, perfettamente integrata, mentre la sapidità – chiara impronta del porfido – accompagna il sorso con continuità e profondità.

Non è una bollicina che cerca di stupire con stratificazioni aromatiche o complessità esasperate. Al contrario, è una bolla che va dritta al punto. Essenziale, ma non semplice. Lineare, ma non banale.

Il grande pregio di questo vino è l’equilibrio: tutto è al posto giusto, senza eccessi. Una misura che oggi non è così scontata, soprattutto in una categoria dove spesso si tende a spingere sulla struttura o sull’evoluzione.

Questo Blanc de Noirs è, invece, una bolla affidabile, una di quelle che sai già come si comporterà nel bicchiere: precisa, coerente, pulita. Una sicurezza.

Ed è proprio per questo che convince. Perché non cerca scorciatoie stilistiche, ma si affida alla forza del territorio e a una lettura tecnica estremamente lucida.

La video degustazione di Oro Rosso Blanc de Noirs Riserva sulla pagina YouTube di Vita, Calcio e Bollicine

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