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Quello strano parallelismo tra calcio e vita

Qualche volta, soprattutto nei periodi di stress o di particolari cambiamenti, mi capita di tornare indietro nel tempo, e di immaginarmi alle partite di calcio. Sono passati due anni, ormai, dall’ultima. Forse era un torneo pre-campionato con la prima squadra dell Solesinese, contro il Teolo. Quando sei in panchina, e aspetti di entrare in campo, sono tante le cose che ti passano per la testa. Rosichi, tanto anche, e fanculo a tutte quelle frasette di circostanza ” aspetto il mio turno per dare il mio contributo”. Quello succede solo in panca di Barcellona o Real, sfido chiunque a mettere in discussione la titolarità di Iniesta, Messi o Ronaldo.

Molto dipende dalle scelte del tecnico. Ci sono giocatori di indubbio valore, altri che devono fare i conti con la mentalità di chi li allena. Nella vita è come se fossimo sempre allenati da qualcuno. Nel lavoro, nelle amicizie e anche negli affetti. C’è chi può amare il tuo andare sempre in profondità, e non avrà alcun dubbio nel mandarti in campo. Altri, invece, preferiranno il centravanti boa, il punto di riferimento. Quindi, finirai in panchina, a rosicare. Altri vogliono la velocità, la fantasia, il fraseggio, mentre tu punti sulla forza fisica e sull’ordine. C’è a chi piace il giocatore di corsa e sacrificio, il giovane che ha voglia di crescere, e a chi il passo felpato del gattone esperto a fine carriera. Cambia l’allenatore? Sei di nuovo in discussione. Ecco, è proprio il “mettersi in discussione” il motore di tutti. Forse dovremmo farlo più spesso, ogni giorno, come se il mister fosse continuamente esonerato e ne arrivasse uno nuovo, con la sua filosofia di gioco.

L’importante è avere sempre fame e non sentirsi secondi a nessuno. Va bene lavorare sempre come se avessi qualcuno da inseguire, ma mai abbandonarsi all’idea di non poterlo raggiungere.

C’è il fischio d’inizio, andiamo in campo.

alla prossima

fv

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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