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Poi, ho visto gli occhi tuoi…

Mentre guido penso a tutto. Tranne che alla strada. Mi perdo in quello che ho appena fatto e in quello che sto per fare, nella canzone che sto ascoltando. Di solito mi porto sempre un cd con le canzoni che, in un certo periodo, mi piacciono di più. Ce ne sono di nuove e di vecchie, di intramontabili e di strambe. Anche se, dopo qualche mese, mi rompe ripetere sempre la stessa solfa. Così torno alla cara vecchia FM. E c’è una cosa che mi piace particolarmente, della radio: quando,tra una commerciale e l’altra, arriva quella canzone che avremo ascoltato migliaia di volte ma non ci aspettiamo.Così, all’improvviso. E sale il brivido. Come “Occhi” di Zucchero. Mi ricordo che “Fly”, l’album da cui è tratta, lo avevo consumato. Giocavo negli Allievi a Solesino e alla domenica mattina era la mia “carica” pre-partita. L’avevo in macchina del papà, in macchina della mamma e pure in quella delle sorelle.C’era questa canzone – Occhi, appunto –  che mi era  piaciuta particolarmente.  E la ascoltavo, la ascoltavo, e l’ascoltavo ancora, senza stancarmi. Poi, l’uscita di nuovi album l’ha fatta cadere un po’ nel mio personalissimo dimenticatoio musicale, spuntando fuori una volta ogni tanto. Su “Occhi” si potrebbero dire tante cose: a partire dal suo significato, banalizzandone il senso. “Gli occhi sono lo specchio dell’anima”. Bon, chiuso il discorso. A volte usiamo citazioni per descrivere un sentimento, proverbi per dare una spiegazione a un momento, paroloni per raccontare un’emozione. Talvolta esagerando.

Io la collego a situazioni piccole, forse banali, anche se, sicuramente, saranno capitate ad ognuno di noi.Mi fa venire in mente gli occhi che si alzano dal libro verso la persona che ci piace, e quando gli sguardi s’incrociano l’abbassiamo, facendo finta di pensare veramente a quello che stiamo leggendo. E invece, nell’imbarazzo, non capiamo più niente.  Oppure gli occhi di una persona stanca, una persona triste. Gli occhi di chi ci vuole bene, di chi ci parla di una sua passione, della realizzazione di un sogno. Gli occhi di un illuso e di un disilluso.Gli occhi di chi guarda il telefono in attesa che lo schermo s’illumini per l’arrivo di un messaggio. Gli occhi di un addio, gli occhi di una bugia.

O il momento in cui guardiamo la persona che avremmo sempre voluto e per migliaia di motivi e complicati eventi, probabilmente, non avremo mai.

Una canzone alla radio. Un’emozione, il tramonto dietro ai Colli Euganei. Un sorriso.

fv

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RIFLESSIONI

Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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