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Praeclarus, la bolla lucente di St. Pauls

Lo ammetto: ho un debole per le bollicine dell’Alto Adige. Mi piacciono per la finezza, l’equilibrio e, dalla cantina alla tavola, per la la capacità di accompagnare l’aperitivo come la carne rossa (no, non è un’esagerazione!)

Negli ultimi anni il “movimento” del Sudtiroler Sekt si è ampliato con nuove aziende ed etichette per tutti i gusti, acquisendo maggiore forza sul mercato che, badate bene, resta comunque una nicchia per appassionati.

Il bunker di San Paolo

Nello zoccolo duro di produttori delle bollicine più “nordiche” del nostro Paese, figura sicuramente Kellerei St. Pauls, realtà di San Paolo – comune dalla radicatissima tradizione vinicola – che oggi conta più di 200 soci. 

I vigneti di San Paolo (fra i 300 e i 700 metri di altitudine) si adagiano su un suolo di origine glaciale. Va da sé che escursione termica e ventilazione garantiscono un’ottima qualità delle uve. 
La gamma di spumanti St.Pauls prende il nome di Praeclarus, termine latino che richiama la luce. Ma è nel buio e nel silenzio di un bunker risalente al 1937 che le bollicine St. Pauls riposano e “maturano”. Grazie alla temperatura costante e all’umidità presente al suo interno, dal 1979 il bunker viene utilizzato per la produzione di spumante. Ad oggi vengono conservate tutte le annate dell’ambito Praeclarus.

Nomen omen. Il giallo brillante di Praeclarus Brut ci fa già pregustare una bollicina elegante e maestosa. Le uve destinate al Brut di casa St. Pauls vengono raccolte sopra il villaggio di San Paolo, a un’altitudine fra i 300 e i 500 metri, sul massiccio della Mendola, dove non mancano sabbia e argilla (vi ricorda qualche altro terroir? Ebbene sì, la Champagne). 

Le uve (100% Chardonnay) maturano in botti di legno e dopo affinano nel bunker per 40 mesi. 

La strada del Vino

In bocca Praeclarus Brut fa sentire tutta la sua eleganza, tra fiori, nocciola e pan brioche. Mi piace in particolar modo la nota balsamica che si unisce a un sentore di frutta matura. 

Da Appiano arrivano le uve Chardonnay per il Pas Dosé, che si distingue dal Brut non solo per il colore (giallo paglierino), il dosaggio risicatissimo (0.3 g/l contro i 5 del “fratello”), ma anche per l’affinamento sui lieviti di 60 mesi. Cinque anni che permettono a questo vino di acquisire un carattere ancora più sbarazzino, che richiama fiori, agrumi e una punta vegetale. 

Insomma, con questi Praeclarus St.Pauls e l’Alto Adige si confermano una sicurezza quando si tratta di bere bene. 

L’assaggio

Le valutazioni di Vita, Calcio e Bollicine:

St. Pauls Praeclarus Brut 3.5 su 5

St. Pauls Preclarus Pas Dosè 4.5 su 5

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