Posad’or, bollicina di Tenuta Gottardi, è uno di quei Trentodoc che racconta il metodo classico di montagna nella sua essenza più disimpegnata. Sembra un vino fatto apposta per l’aperitivo, per quei momenti in cui si vuole – molto semplicemente – bere bene ma senza eccedere in contrasti o asperità.

La bottiglia dorata che richiama la trama del porfido, il sorso affilato e leggiadro: sono tutti aspetti che richiamano al vino per le giornate di festa.
La verticalità, appunto. Un modo per condurre il degustatore in un viaggio tra le montagne e i vigneti della Val di Cembra, la culla dello Chardonnay, territorio caratterizzato da una forte escursione termica (giornate calde si associano nottate fresche grazie alla vicinanza della Valle di Fiemme e Valle di Fassa). Questo fa si che le uve maturino più lentamente tanto da posticipare la vendemmia e portare l’uva a completa maturazione.

«L’origine del nome POSAD’OR nasce dall’alchimia tra due antichi mestieri rappresentativi della nostra famiglia ossia l’arte del “posador” (colui che posa in opera il porfido) e la coltivazione dei vigneti sui terrazzamenti sorretti dai muretti a secco», spiega Angela Gottardi.
«Con questa bollicina noi vogliamo sicuramente portare un prodotto diverso dagli altri che racconta la nostra storia, la nostra passione e il duro impegno che quotidianamente dedichiamo alla lavorazione dei vigneti», prosegue. «Il lavoro caratterizzante della nostra famiglia cioè il “posador” è presente su tutte l’etichette, a partire dai vini fermi fino agli spumanti. Questo contatto con il porfido si riflette anche nei nostri prodotti con una nota minerale».

In vigna viene adottato il metodo biologico puntando su una produzione limitata per ettaro. In cantina il Trentodoc di casa Gottardi prevede un periodo di maturazione sui lieviti di almeno 36 mesi.
Scelte che permettono di ritrovare la montagna nei prodotti. «Puntiamo su vini espressivi, freschi, minerali e sapidi. Coltiviamo vigneti ad altitudini importanti, su terreni impervi ma che differenziano e rendono unici i nostri prodotti. Uve che contengono la mineralità del nostro territorio di montagna e che danno alla bollicina un carattere diverso dagli altri».
La degustazione. Al naso Posad’or mostra subito la sua indole: frutta fresca, delicato sentore di lievito, bella mineralità. Il sorso è leggiadro, verticale, vibrante. Riprende nella totalità quanto avevamo sentito al naso con le sue nuance delicatamente balsamiche e vegetali, che vanno ad amplificare i sentori fruttati.
Abbinamento: Cicchetti alla veneziana o Bigoli con ragù d’anatra

