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Due ragazze così. Impressioni di una serata d’agosto.

Martina Grimaldi e Jessica Rossi

Ho iniziato a scrivere per il Mattino parlando di calcio dilettantistico. E lo faccio ancora con la voglia e la passione del primo giorno. Sono cresciuto con il pallone, ho giocato, sofferto davanti la tv guardando i miei idoli. Sì, i miei idoli sono loro, ingellati e con gli addominali scolpiti. Vanno in discoteca, trombano con tutte, qualche volta li beccano pure a fare cazzate. I giornali ne parlano. Lo fanno per me, per voi, per tutti gli altri tifosi dello sport più amato dagli italiani. Il calcio lo adoro, e sono il primo ad avere l’abbonamento Sky per sapere tutto dei suoi protagonisti.In alta definizione.

Stasera, però, ho capito che c’è dell’altro. Ci sono ragazze di 20 anni che invece di appassionarsi agli “eventi” hanno scelto un fucile. Invece di provare a sculettare davanti alla web cam preferiscono farsi 10 km di nuoto, avanti e indietro. Lo so, la mia può sembrare retorica. Populismo scontato. Ma in quei 5 minuti di intervista, davanti ad un ristorantino di Megliadino San Vitale (bel locale, ma mica l’ esclusivo “da Giannino” di Milano) ho voluto guardare entrambe negli occhi. Perché loro non mi avrebbero mai detto quello che pensavano veramente. Ogni giornalista, anche alle prime armi come me, lo sa bene. C’è la paura di una dichiarazione sbagliata, di innalzare una polemica. Ma gli occhi parlano chiaro.

E quando Jessica Rossi mi ha detto “ho una responsabilità nei confronti di me stessa, il resto conta poco” mi sono sentito un po’ come l’ultimo dei suoi piattelli. Uno sguardo che in una ragazza di 20 anni non avevo mai visto. Una fucilata.

Lo stesso vale per Martina Grimaldi, il suo essere la tipica bolognese solare e scanzonata non lascia trasparire altro che una semplicità disarmante. La ragazza che non avrà i lineamenti dolci di altre colleghe, ma che lo spirito e l’orgoglio della medaglia lo sa portare avanti. Perché nessuna delle sue parole potrà spiegare al meglio quanta fatica, quanti pianti, quante rinunce, può essere costato quel bronzo.

Tutto questo in 5 minuti. E non c’è niente di più entusiasmante di vedere due ragazze che, senza costruire un personaggio, vanno a prendersi quello che vogliono.

Brave.

fv

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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