Il Prosecco Doc dei fratelli De Lazara. Dalla bottiglia agli eventi, le bollicine venete si fanno glamour

Si potrebbe scrivere un libro sui De Lazara.

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Il Prosecco De Lazara servito ad un evento

La storia parla chiaro, certo, ma sarebbe un esercizio di stile – in una pagina dedicata al vino – ricostruire i tratti salienti della nobiltà veneta. Passiamo dunque al 1978, quando il conte Leo De Lazara, rimasto senza eredi, lascia al nipote Giacomo Ferri, esponente a sua volta di un’illustre famiglia padovana, un’azienda agricola a Torre di Mosto, in Provincia di Venezia. Azienda, fra l’altro, dall’ottimo potenziale nel settore vinicolo visto che risalgono ai primi anni del novecento i numerosi diplomi che attestano la fertilità del terreno.
Fra suggestione e storia si arriva infine al 2013, quando i fratelli Antonio, Emanuele e Aurora Ferri De Lazara, intravedono nella bollicina più famosa del momento, il Prosecco, il modo migliore per onorare un cognome così ricco di tradizione.

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I fratelli Ferri De Lazara

I Ferri De Lazara puntano così ad un prodotto vinicolo tosto ma anche al glamour, rivolgendosi ad un pubblico che vuole la forma (e non potrebbe essere altrimenti!) ma anche la sostanza. Come quello degli eventi legati all’automobilismo d’élite ma anche alle inaugurazioni dei locali più esclusivi di Cortina D’Ampezzo.

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Vigneti a Torre di Mosto

La stessa bottiglia la dice lunga sull’idea innovativa dei fratelli padovani: sfondo opaco, stemma familiare verde acceso ed etichetta – non c’è che dire – dal profilo accattivante.

De Lazara è un Prosecco di origine controllata (in Veneto può essere prodotto nelle Province di Treviso, Venezia, Vicenza, Padova, Belluno) ottenuto con il 100 % di uve Glera provenienti dai vigneti di Torre di Mosto (negli altri terreni di famiglia si producono Pinot Grigio e Chardonnay). La tipologia scelta è il Brut (residuo zuccherino intorno agli 8 g/l) con un passaggio di 100 giorni in autoclave per la seconda fermentazione, tipica del Metodo Charmat.IMG_6016

L’assaggio. Il Prosecco De Lazara – che abbiamo avuto modo di assaggiare grazie ad un’amica – si presta, in effetti, ad un naso schietto e ad un sorso secco, deciso e minerale che può sostenere un brindisi o un aperitivo serale a base di tapas.

 

 

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