Michele Pelz, insieme ai fratelli Diego e Franco, guida una cantina che abbraccia la Val di Cembra dai ripidi pendii della località Cavade. Qui regnano tre parole: lavoro, famiglia, vino.
Attorno a questi tre pilastri gira il sodalizio dei PELZ, sorto negli anni ’90, che ha trovato nella sua bollicina Trento DOC Dosaggio Zero 3.tre un ottimo biglietto da visita.
Abbiamo voluto rivolgere qualche domanda alla famiglia Pelz.
Val di Cembra e Metodo Classico, un binomio vincente. Qual è la caratteristica che ritenete sia più identificativa del legame fra questa zona e i suoi vini?
La caratteristica che riteniamo siano più identificativa tra questa zona e i suoi vini sono l’altitudine gli sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte e il terreno sabbioso porfirico che conferiscono al vino mineralità, sapidità e una grande acidità che si traduce in longevità, questa zona ci regala la possibilità di “dimenticarci” i vini in cantina, nascondendo con questa freschezza i reali anni del vino.
Da dove nasce l’idea di una bollicina? A quando risale?
L’ idea di vinificare un Trento DOC ci è venuta nel 2012: l’ abbiamo accolta come una sfida con noi stessi. Volevamo vinificare il nostro primo Trento Doc come Pas Dosè. All’ inizio tutti ci consigliavano di vinificarlo come un Brut, ma sarebbe stato troppo semplice a noi le cose semplici non piacciono. Siamo amanti delle sfide consapevoli di avere nella Valle di Cembra una grande forza. Produrre un Trento Doc Pas Dosè è la sinergia perfetta tra il lavoro in campagna – che deve essere svolto alla perfezione cercando di mantenere rese basse per non stressare le viti e permettere così al vino una grande longevità – ed il lavoro in cantina che completa l’ opera. Abbiamo affrontato questa sfida vinificando il primo Trento Doc, appunto, nel 2012.
La nostra bollicina di montagna è composta da circa un 55% di Chardonnay in acciaio un 15% di Chardonnay vinificato in barriques con malolattica svolta e un 30% di Pinot Nero.
Una volta fatto il tiraggio, c’è una cosa che abbiamo imparato dai nostri vini: la pazienza. Pazienza di aspettare la giusta maturazione che solo il tempo può dare. Siamo ormai in un mondo frenetico dove tutto deve essere pronto quando lo decidiamo noi. Per il vino non è cosi: abbiamo deciso di ascoltare quello che voleva trasmetterci e così abbiamo fatto la nostra prima uscita con un 36 mesi, non ne eravamo pienamente convinti Di questa scelta consapevoli ancora una volta che la valle di cembra e longevità. Quindi nel corso degli anni abbiamo allungato ancora il riposo sui lieviti portandolo a 60 mesi perché non avendo nessuna correzione da poter fare l’ unica cosa che poteva smussare la grande freschezza era il tempo.
Cosa deve esprimere una buona bollicina trentina?
Una buona bollicina trentina deve per prima cosa esprimere al meglio il territorio nel quale è stata prodotta, e parlando di Valle di Cembra parliamo di mineralità, freschezza ed una lunga sapidità.
Ci sono state scelte produttive o enologiche particolari?
Non ci sono state scelte produttive particolari: noi lavoriamo i nostri terreni in regime biologico, e l’ unica scelta fondamentale è quella di mantenere rese basse in campagna arrivando a 120 quintali per ettaro. Riteniamo che, lavorare bene in campagna sia fondamentale per un ottimo risultato dei vini.
La degustazione. Il Trento DOC Dosaggio Zero 3.Tre stupisce per la sua finezza. Naso che richiama frutta matura ed erbe selvatiche, in bocca è teso, affilato, coerente nei sentori ma anche splendido nel suo tenore balsamico che richiama i fiori di campo, con una mineralità e una sapidità che chiamano il rabbocco.
L’abbinamento con un risotto menta e rosmarino è semplicemente perfetto.



