Bortolomiol, il Motus Vitae nel calice. Il nostro assaggio della Grande Cuvée del Fondatore

Cattura

Non c’è che dire: il Valdobbiadene Docg sta vivendo una seconda giovinezza.

Un po’ perché, grazie all’attenzione riposta dai consumatori e dagli addetti ai lavori nei confronti della denominazione (o, più in generale, nel “mondo Prosecco”, quello buono però!), i produttori si stanno spingendo verso la ricerca di spumanti fortemente identificativi e, dall’altro lato, perché la scelta di puntare su etichette con residui zuccherini più bassi (inferiori dunque agli 8 g/l) ha permesso di evidenziare ed esaltare la poliedricità del Prosecco Superiore, complice anche – inutile negarlo – un mercato che richiede bollicine più “secche” rispetto al (recente) passato. unnamed

Ecco perché sta diventando sempre più facile trovare Valdobbiadene nella tipologia “Brut” se non addirittura “Brut Nature” (residuo zuccherino pari a 0 g/l), soprattutto per quanto concerne i “cru” aziendali.

A dirla tutta, il Prosecco “Brut” nasce da un’intuizione di Giuliano Bortolomiol, fondatore della nota azienda di Valdobbiadene, il primo a ottenere – nel 1967 – un Prosecco votato alla pienezza del sorso ed a note più acidule. Continua a leggere “Bortolomiol, il Motus Vitae nel calice. Il nostro assaggio della Grande Cuvée del Fondatore”

«Vi racconto il terroir di Conegliano». Quattro chiacchiere con Filippo Zardetto, dalle Rive di Ogliano al vigneto Tre Venti

Il Prosecco Superiore, com’è noto, si identifica con la denominazione Conegliano Valdobbiadene Docg. Un terroir unico, fra pendii, colline e “Rive” che si estende alle pendici delle Prealpi. Insomma, una zona piuttosto ampia che raggruppa terreni, microclimi e dinamiche differenti, a volte (quasi) agli antipodi. Continua a leggere “«Vi racconto il terroir di Conegliano». Quattro chiacchiere con Filippo Zardetto, dalle Rive di Ogliano al vigneto Tre Venti”

“Tarvisium”, il Metodo Classico di Carpenè Malvolti. Ne abbiamo parlato con il General Director della Cantina di Conegliano

imageC’era una volta “Champagne Italiano”, il Metodo Classico firmato da Antonio Carpené.
Un’etichetta voluta dal fondatore dell’azienda Carpenè Malvolti, fra i pionieri della Spumantistica italiana ed altresì fondatore della Scuola Enologica di Conegliano “G.B. Cerletti”, istituto che ha formato personalità di spicco ed esperti di enologia di fama nazionale.
La nascita delle denominazioni e dei disciplinari ha poi “lasciato”, se così si può dire, la dicitura “Champagne” ai cugini d’Oltralpe – anche giustamente – ma non ha tolto pregio alle etichette di Carpenè Malvolti, dal 1868 tra i marchi più influenti del “mondo Prosecco”, Doc e in seguito Conegliano Valdobbiadene Docg. Con un’etichetta Metodo Classico sempre presente “in cantina”, quasi a rappresentare un’icona aziendale e un ricordo di quella suggestione del visionario Carpenè. Continua a leggere ““Tarvisium”, il Metodo Classico di Carpenè Malvolti. Ne abbiamo parlato con il General Director della Cantina di Conegliano”