La bottiglia istituzionale del Consorzio Vini Asolo Montello: ecco l’Asolo Prosecco Superiore Docg, rigorosamente Brut

Siamo nella zona di Asolo, uno dei borghi più belli d’Italia. E non solo: la cittadina trevigiana fa da cornice ad un’area di produzione vinicola di valore assoluto che va dai Colli Asolani al Montello, passando per i centri di Nervesa della Battaglia e Fonte.

Le caratteristiche pedoclimatiche di questi luoghi tanto affascinanti quanto suggestivi, le estati non troppo calde e gli autunni miti grazie all’ esposizione dei vigneti a sud, permettono di valorizzare l’uva Glera, seppure in modo diverso  (ma altrettanto interessante) rispetto alle vicine Valdobbiadene e Conegliano.

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Il nostro assaggio della bottiglia istituzionale

Per ottenere uno spumante strutturato, con aromi e persistenza gustativa degne del vitigno Glera, il Consorzio Vini Asolo Montello ha utilizzato per la “bottiglia istituzionale” – stappata soltanto in occasione di eventi e manifestazioni enogastronomiche –lieviti autoctoni (effettuando campionamenti di uva e prodotto fermentato per la selezione degli stessi) in grado di esprimere le unicità del territorio.

Tutto questo grazie al progetto “Studio e selezione di lieviti autoctoni per la valorizzazione del territorio dell’Asolo Prosecco Superiore”, patrocinato dal Consorzio di Tutela Vini Asolo Montello, che ha dato la possibilità al Gruppo Giovani dello stesso sodalizio di creare una bottiglia che riassumesse le filosofie dei produttori del comprensorio, partendo dalle uve provenienti dai vigneti di Monfumo, esposti a sud-est.

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Vigneti

Pure la scelta della tipologia Brut non è casuale, visto che la presenza di alte colline (dai 150 ai 400 metri), le forti escursioni termiche, la buona ventilazione e la ricchezza minerale dei terreni si esprimono “alla grande” in un Prosecco dal residuo zuccherino piuttosto basso (9 g/l nel prodotto degustato).

✅ L’assaggio. Questo Asolo Prosecco Superiore Docg si fa apprezzare nel calice con un bel giallo verdolino. Al naso grande schiettezza, in bocca, invece, mela, pera ma anche agrumi, fra acidità e freschezza che si spingono verso note più morbide. Il finale, piuttosto vibrante, richiama i frutti e la mandorla.

Sicuramente un bel Prosecco Superiore, che invita al secondo e al terzo calice. Gli abbinamenti consigliati? Un aperitivo a base di cicchetti veneziani, torte salat, spianata di pizza con mortadella e, per i più temerari,  un bel piatto di “sarde in saor“.

Francesco Vigato

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