Ca’ dei Fiori: la freschezza di Guia in un calice di Valdobbiadene

Degustare i vini di Ca’ dei Fiori, azienda di Guia di Valdobbiadene, nel cuore delle colline Patrimonio Unesco, significa entrare in una visione molto chiara di cosa debba essere un Valdobbiadene moderno: pulito, nitido, piacevole, riconoscibile. Un’idea che Luca Guizzo sta portando avanti con una coerenza sorprendente, lavorando su vini che privilegiano finezza aromatica e linearità gustativa. In un territorio dove l’identità si costruisce sulla delicatezza, Ca’ dei Fiori sceglie la via dell’equilibrio e dell’essenzialità.

Durante la degustazione della linea delle bollicine dell’azienda, il vino che mi ha colpito più di tutti è stato il Brut, espressione luminosa della collina di Guia. Il sorso è teso quanto basta, mai aggressivo, con un ritmo agile che lascia spazio a una chiusura salina, davvero elegante. È un Valdobbiadene che punta alla purezza e la raggiunge con una facilità disarmante. Il suo profilo agrumato, preciso e misurato, racconta perfettamente l’approccio stilistico dell’azienda.

A brevissima distanza, si colloca l’Extra Brut. Qui l’assenza di dolcezze (parliamo di un vino “verticale”, agrumi e pietra ) esalta la struttura del vino, che appare più rigoroso e verticale. Il naso resta fine, la bocca sorprende per continuità e controllo. È una versione che invita alla seconda, terza, quarta beva, grazie alla sua asciuttezza composta e al finale pulitissimo. Un Prosecco Superiore che parla la lingua degli appassionati.

Molto interessante anche il Brut Nature sui lieviti, un’etichetta che porta nel bicchiere un’interpretazione più essenziale. Il contatto prolungato sui lieviti dona volume e complessità, lasciando emergere niente altro che la materia prima. Una fetta di soppressa trevigiana qui è quantomeno d’obbligo. È un vino che vive sulla sfumatura e sulla sincerità e sulla rotondità.

L’Extra Dry, come tradizione vuole, offre un passo più morbido, ma ci tiene a mantenere la stessa impronta pulita della casa. È un’etichetta pensata per incontrare un pubblico ampio, pur rimanendo fedele alla filosofia di Ca’ dei Fiori: vino molto aperto, bolla croccantissima, piacevolezza immediata, profumo delicato, equilibrio. Funziona molto bene nei momenti conviviali, dove la freschezza deve dialogare con un tocco di rotondità. Ancora più morbido è il Dry, che ricorda l’essenza più gioviale e golosa del Prosecco Superiore, con la macedonia di frutta in primo piano.

Capitolo a parte per il Prosecco Rosé. Il mercato lo richiede con grande forza e l’azienda lo propone con professionalità. È un vino accattivante, ben fatto, adatto a chi cerca un sorso fruttato e gentile. Rimane però meno rappresentativo rispetto agli altri prodotti della gamma, che raccontano con maggiore profondità l’identità di Guia e la mano tecnica di Ca’ dei Fiori.

Un plauso a Luca Guizzo, guida attenta e concreta. La sua è una visione fondata sulla pulizia espressiva e sulla leggibilità del territorio. Ca’ dei Fiori sta costruendo una collezione di Valdobbiadene che punta dritto al cuore degli appassionati: vini nitidi, precisi, riconoscibili.

Lascia un commento