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Nuove bollicine per la Cantina Sociale di Trento. “Zell” abbraccia il Pinot Nero e diventa…Rosè.

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La Cantina Sociale di Trento

Parola d’ordine: RosèIl 2017 è un anno di novità pure per la Cantina Sociale di Trento, realtà, nata nel 1956, che raduna 400 soci fra vignaioli e piccoli conferitori. Dopo lo Zell Brut Trentodoc (che abbiamo avuto modo di assaggiare due anni fa ricavandone ottime impressioni, ndr) il sodalizio, manco a dirlo, con sede in via dei Viticoltori, ha lanciato un Metodo Classico Rosè, presentato in anteprima all’ultimo Vinitaly.

Le uve Pinot Nero destinate alla base spumante provengono dai vigneti della località Zell, piccola frazione di Trento, che regala le migliori uve del Monte Calisio, un terroir caratterizzato da suoli poco profondi, drenanti e ricchi di scaglie di calcare marnoso. Con i suoi 500 m di altitudine, la zona di produzione degli spumanti scelta dalla Cantina Sociale di Trento viene gestita escludendo l’uso di prodotti insetticidi e riducendo al minimo il diserbo chimico. 

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Il nostro assaggio di Zell Rosè Trentodoc

Insomma, l’unità di intenti da parte di soci e addetti ai lavori non manca, così come l’ambizione di creare bollicine fedeli alla filosofia dell’Istituto Trentodoc (che ne garantisce il “peso specifico” nel mondo della spumantistica) e fortemente rappresentative di un territorio che fa della qualità un marchio di fabbrica. Le uve (vari cloni di Pinot Nero, 15 anni di età media e 80 q.li per ettaro di produzione) vengono raccolte a mano  – in piccole casse – leggermente in anticipo (a fine agosto) rispetto alla maturazione completa per preservarne l’acidità e la freschezza.

✅ L’assaggio. Sono proprio queste le caratteristiche (acidità e freschezza) che ritroviamo nel calice, dopo aver apprezzato il rosa tenue di Zell. Il sentore di crosta di pane (la sosta sui lieviti è di 36 mesi prima della sboccatura) è appena accennato, tant’è che emergono con vigore sentori di piccoli frutti rossi. Il sorso è bello pieno, con un’acidità netta ma non esuberante che lascia esprimere quel tocco sapido che aumenta l’appeal. Lo abbiamo abbinato a crostini con pancetta e ossocollo di casa, che ne ha esaltato la buona personalità e la persistenza.

Francesco Vigato

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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