Vai al contenuto

Il Franciacorta è anche “Satèn”. Ecco le bollicine di Tenuta Monte Delma.

533683_402363646538718_1014204786_n
La tenuta Monte Delma

Il Monte Delma è un piccolo rilievo. Un colle, per capirci, che sorge tra Passirano e Monticelli Brusati, entrambe località molto conosciute nel panorama della spumantistica bresciana (e italiana, ovviamente!).

 

Da quelle parti, infatti, si produce Franciacorta Docg nelle sue massime espressioni. Monte Delma, però, è anche il nome dell’azienda voluta dalla famiglia Berardi, già nota nel mondo del vino per il Lugana della Valle Sabbia.

«La nostra famiglia punta moltissimo sull’aspetto qualitativo dei Franciacorta Docg»,

famiglia-berardi
Famiglia Biancardi

afferma Piero Biancardi, una sorta di factotum tra amministrazione, commercio e cantina. «Produciamo circa 100 mila bottiglie all’anno, con il Brut che la fa da padrone per la sua forte rappresentatività. Poi ci sono anche il Satèn e il Rosè che, in particolare, sta andando molto negli ultimi anni per l’ottimo appeal sul pubblico femminile».

Monte Delma si sta facendo apprezzare per la linearità delle sue bollicine. Una sorta di bandiera della denominazione Franciacorta, quella prodotta dai Berardi, che sta facendo incetta di premi e citazioni nelle guide: «Per assurdo, il caro e vecchio passaparola è ancora il mezzo migliore per farci conoscere» prosegue Berardi. «Poi ci sono le fiere, i siti web e i social network che hanno un’importanza enorme per la pubblicizzazione degli eventi».

IMG_3363
Il nostro assaggio

Linearità, si diceva, che abbiamo ritrovato nel Franciacorta Satèn – etichetta franciacortina (e marchio registrato del Consorzio) che per disciplinare deve avere una pressione in bottiglia inferiore a 5 bar (e dunque una bollicina vellutata e setosa) – ottenuto per il 90% da uve Chardonnay e per il 10 % da Pinot Bianco. Proprio per dare il tocco di cremosità caratteristico della tipologia, in primavera il vino viene dosato con zucchero di canna e lievito, ma in una quantità inferiore alla dosatura “classica”.

L’assaggio. Con il suo giallo paglierino con riflessi oro verdi, presenta sentori spiccatamente floreali e leggermente agrumati. Il sorso è fragrante e fa sentire tutto il salato della Franciacorta, fra l’altro con buona persistenza. Da gustare con un bel risotto radicchio, salsiccia e noci.

 

Francesco Vigato

Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: