Ginevra di Isolabella della Croce: l’Alta Langa tra potenza e freschezza

Vivere in Veneto significa avere le bollicine praticamente sulla porta di casa. Qui, Ça va sans dir, regna il Prosecco, nelle sue diverse declinazioni, dal DOC al Conegliano Valdobbiadene DOCG fino all’Asolo DOCG. E quando si entra nel mondo del Metodo Classico, anche solo per una questione di vicinanza geografica, lo sguardo corre facilmente verso il Trentodoc o la Franciacorta con qualche sortita verso la … Continua a leggere Ginevra di Isolabella della Croce: l’Alta Langa tra potenza e freschezza

Segnatevi questo nome: Man Trentodoc, la rivelazione della Val di Cembra

Segnatevi questo nome: Man Trentodoc. Non lo dico perché ho trovato un Mattia Clementi, che con la moglie Anita Pellegrini ha dato vita a questa nuova realtà spumantistica, un enologo entusiasta e appassionato, bensì perché queste bollicine – assaggiate freschissime di sboccatura e che nei prossimi mesi daranno ulteriori soddisfazioni – rappresentano per me una rivelazione nel panorama della denominazione. Continua a leggere Segnatevi questo nome: Man Trentodoc, la rivelazione della Val di Cembra

LA DEGUSTAZIONE/ Ronco Calino Franciacorta “Nature 2012”, una bella scoperta…

Erbusco e Franciacorta, probabilmente, sono una cosa sola. Deve aver pensato a questo, l’imprenditore bergamasco Paolo Radici quando, nel 1996, decise di stabilirsi nelle vicinanze del centro bresciano, ad Adro, in quella che fu la dimora del genio pianistico Arturo Benedetti Michelangeli, per inseguire il sogno di produrre vino di qualità. Ronco Calino è il nome della cantina che ha permesso alla famiglia Radici di … Continua a leggere LA DEGUSTAZIONE/ Ronco Calino Franciacorta “Nature 2012”, una bella scoperta…

Blau Dorè, il fascino dell’esordio. Le bollicine dell’Azienda Agricola Pravis raccontate da Erika Pedrini

Potremmo definirlo una new entry del Trentodoc.

Schermata 2018-01-26 alle 16.52.05
I fondatori dell’Azienda Agricola Pravis

In effetti, l’Azienda Agricola Pravis ha abbracciato da pochissimo il sodalizio delle bollicine di montagna, facendosi però conoscere con un prodotto insolito per la denominazione, un Metodo Classico ottenuto da uve Pinot Nero (al 100%) vinificate in bianco. Gli amici francesi lo chiamerebbero Blanc de Noir, a Lasino – nella Valle dei Laghi – si è optato invece per “Blau Dorè”, unione perfetta fra i modi teutonici (Blauburgunder) e transalpini (Plant Dorè) di denominare il nobile vitigno a bacca rossa.

Continua a leggere “Blau Dorè, il fascino dell’esordio. Le bollicine dell’Azienda Agricola Pravis raccontate da Erika Pedrini”

Vigneti Pittaro, studiando s’impara. Ecco il Metodo Classico friulano secondo l’enologo Stefano Trinco

Le bollicine friulane, si sa, sono toste, minerali, forse lontane dalle acidità montane. Sono dinamiche e potenti, complesse ma allo stesso tempo dotate di una schiettezza esemplare.

Stefano Trinco, enologo
Stefano Trinco, enologo delle tenute Pittaro

Abbiamo ritrovato queste caratteristiche nei Metodo Classico di Vigneti Pittaro, azienda di Codroipo situata nel cuore della provincia di Udine. Abbiamo assaggiato gli spumanti Metodo Classico Talento Blu Etichetta Argento (80% Chardonnay, 20% Pinot Bianco e 30 mesi sui lieviti) e Talento Etichetta Oro (80% Chardonnay, 20% Pinot Bianco e 60 mesi sui lieviti) – oltre alla Ribolla Gialla della linea “Ronco Vieri” (18 mesi sui lieviti) – che si sono fatti apprezzare per la grande pulizia gusto-olfattiva.

Abbiamo poi fatto una chiacchierata con l’enologo aziendale Stefano Trinco, che ha raccontato i segreti di questi champenoise “nostrani”.

Continua a leggere “Vigneti Pittaro, studiando s’impara. Ecco il Metodo Classico friulano secondo l’enologo Stefano Trinco”

Tre ragazze, una bollicina. Ecco Salísa, il Metodo Classico di Villa Corniole…

Sara, Linda e Sabina. Dai nomi di queste tre splendide ragazze, oltre che dalla passione di papà Onorio e mamma Maddalena, è nato il Metodo Classico Salísa, spumante della Val di Cembra firmato da Villa Corniole.

Valle-di-Cembra-Palu-di-Giovo-Ville-di-Giovo-Valternigo-e-Verla-di-Giovo
Vigneti in Val di Cembra

Vigneti terrazzati e sfondi montani disegnano infatti il contorno dell’azienda di Giovo (TN) già conosciuta per i vini fermi (bianchi e rossi) di pregio: d’altra parte, la famiglia Pellegrini, dal Gewürztraminer al Teroldego, da molti anni soddisfa nasi e palati degli amanti delle etichette di montagna, brillando per naturalezza e grande attaccamento al territorio.

Stavolta, però, con lo Chardonnay, gli enologi di casa (fra i quali il giovane Mattia Clementi) hanno voluto eccellere fra remuage e sboccature, con due tipologie di champenoise, Brut e Dosaggio Zero, destinate – parere nostro – a giocare  un ruolo da protagoniste nel panorama vinicolo trentino (e non solo). Continua a leggere “Tre ragazze, una bollicina. Ecco Salísa, il Metodo Classico di Villa Corniole…”

Il Franciacorta è anche “Satèn”. Ecco le bollicine di Tenuta Monte Delma.

533683_402363646538718_1014204786_n
La tenuta Monte Delma

Il Monte Delma è un piccolo rilievo. Un colle, per capirci, che sorge tra Passirano e Monticelli Brusati, entrambe località molto conosciute nel panorama della spumantistica bresciana (e italiana, ovviamente!).

 

Da quelle parti, infatti, si produce Franciacorta Docg nelle sue massime espressioni. Monte Delma, però, è anche il nome dell’azienda voluta dalla famiglia Berardi, già nota nel mondo del vino per il Lugana della Valle Sabbia.

«La nostra famiglia punta moltissimo sull’aspetto qualitativo dei Franciacorta Docg»,

famiglia-berardi
Famiglia Biancardi

afferma Piero Biancardi, una sorta di factotum tra amministrazione, commercio e cantina. «Produciamo circa 100 mila bottiglie all’anno, con il Brut che la fa da padrone per la sua forte rappresentatività. Poi ci sono anche il Satèn e il Rosè che, in particolare, sta andando molto negli ultimi anni per l’ottimo appeal sul pubblico femminile».

Continua a leggere “Il Franciacorta è anche “Satèn”. Ecco le bollicine di Tenuta Monte Delma.”

La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»

PaoloVerdi3
Paolo Verdi con il Cruasè

Cruasè è un marchio vero e proprio. Voluto dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il nome riassume i termini cru (che significa “selezione”) e rosè, come il colore del mosto rosa da cui nascono vini 100% Pinot Nero. Ed è proprio il Pinot Nero il vitigno principe di un territorio, l’Oltrepò, che si estende a sud della Lombardia e che, di fatto, stabilisce il confine regionale con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. In questa striscia di colline e saliscendi si producono bollicine fenomenali come l’O.P. Metodo Classico (Pinot Nero vinificato in bianco, ndr) e, per l’appunto, il Cruasè: «La produzione dei Metodo Classico nella versione rosè è iniziata nel 2007», racconta Paolo Verdi, titolare dell’Azienda Agricola di Canneto Pavese ereditata dal padre, il primo della famiglia ad imprimere il nome in etichetta. «È sicuramente un’ottima espressione del Pinot Nero nella quale il Consorzio crede moltissimo. Il colore rosa carico, tratto caratteristico del Cruasè, lo otteniamo dalla macerazione a freddo delle uve con la propria buccia». Continua a leggere “La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»”