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Anna Botti, il blanc de blanc in gonnella di Tenuta La Vigna

Franciacorta, Trentodoc, Alta Langa, Champagne?

Niente di tutto ciò. Perché nel panorama infinito delle bollicine italiane e francesi – senza considerare il mare magnum degli spumanti world wide – si possono trovare dei Metodo Classico V.S.Q. (vino spumante di qualità) di assoluto valore.

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La bottiglia del Blanc de Blanc “Anna Botti”

In occasione dell’ultima degustazione de “La Loggia del Vignale – Vita, Calcio e Bollicine” abbiamo avuto modo di stappare “Anna Botti”, champenoise dell’ Azienda Agricola Tenuta La Vigna.

Questa piccola realtà si estende per 7 ettari sulla collina Montenetto nel Comune di Capriano del Colle, un’altura che si erge proprio nel mezzo della Pianura padana. Un territorio che possiede caratteristiche pedoclimatiche vocate alla coltivazione della vite che qui si coltiva fin dall’ottocento.

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La titolare della Tenuta La Vigna, Anna Botti

Le bollicine di Tenuta La Vigna prendono il nome dall’attuale first lady e titolare della cantina Anna Botti. Anna, che sta portando avanti le intuizioni del padre Ugo, ha dato slancio alla cantina inserendo la giusta dose di modernità in un processo evolutivo sempre più complesso e tecnologicamente avanzato.

“Anna Botti” è un blanc de blanc (100% Chardonnay). Dopo una attenta e scrupolosa selezione dei grappoli, l’uva – in piccole casse – viene portata in cantina per la pressatura. Il mosto fermenta in acciaio con un passaggio del 20% in legno ad una temperatura controllata di 16°C e viene poi affinato sulle fecce nobili per tutto l’inverno.

Essendo un sans année, in primavera si effettua il taglio con le annate più vecchie. Poi avviene l’imbottigliamento per la seconda fermentazione. Il vino rimane a contatto coi lieviti per almeno 24 mesi. Poi seguono le operazioni di remuage e sboccatura.

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Fiori e vigneti

La degustazione. Con il suo giallo paglierino e il perlage educato, Anna Botti si esprime con un naso che ricorda lievito e fiori bianchi. Di buona struttura, in bocca è sapido, intrigante, saporito. Il finale è equilibrato e lascia la bocca pulita. Da abbinare ad un risotto alla pilota, piatto tipico della cucina mantovana.

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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