In pochi anni, l’istituto Trentodoc è riuscito a radunare ben 52 cantine. La qualità dei produttori – alcuni storici, altri emergenti – è piuttosto alta, così come il seguito di appassionati sempre più attratti dalle acidità e dall’eleganza delle bollicine di montagna. Oggi vi parleremo di Bolognani, azienda a conduzione familiare gestita dai quattro fratelli Diego, Sergio, Renzo e Lucia, sotto l’occhio vigile di mamma … Continua a leggere Bolognani, il nuovo Trentodoc che piace. «Pernilo è il nostro gioiello»
Franco d’Eusanio è un bel personaggio. Stravagante, intraprendente, appassionato. Il titolare di Chiusa Grande, azienda di Nocciano (in provincia di Pescara), è un’anima dandy che punta tutto sulla qualità in vigna ma anche sul vino inteso come esperienza, «come piacere fisico», dice lui. «La nostra idea di degustazione si ispira al pensiero di Gabriele D’Annunzio», afferma D’Eusanio. «Nella sua ricerca del piacere di vivere c’è … Continua a leggere D’Eus, le bollicine dannunziane di Franco D’Eusanio, il “Vate” di Chiusa Grande
Lorenzo Gatti è un purista. E, nella Franciacorta di oggi, dove marketing e lustrini si prendono (talvolta giustamente) le prime pagine, è bello pure trovare un wine-maker senza fronzoli. L’azienda di riferimento è, ovviamente, Enrico Gatti, fra le realtà che, soprattutto negli ultimi anni, sono riuscite a farsi largo nel mare magnum della zona spumantistica bresciana. «Io, mio cognato Enzo e Nicolò Balzarini ci occupiamo … Continua a leggere Il Franciacorta di Enrico Gatti: un Millesimo che vale la consacrazione.
La provincia di Belluno, e in particolare la zona del feltrino, è spesso e volentieri esclusa dal panorama vinicolo veneto. La causa è da ricercarsi soprattutto nella storia visto che, con le guerre mondiali – fra distruzione, emigrazione e fillossera – gli abitanti della zona abbandonarono completamente la viticoltura. Negli ultimi anni, però, alcuni giovani coraggiosi, fra i quali Valentina e Marco De Bacco, hanno … Continua a leggere «Ci davano per matti ma abbiamo restituito un’identità alla viticoltura feltrina». Ecco l’intervista a Valentina De Bacco
Che bello! La mia paginetta Vita, calcio e bollicine, nata per condividere con voi un po’ di esperienze nel mondo del vino, ha raggiunto un primo piccolo-grande traguardo. Naturalmente ringrazio tutti i vignaioli, gli enologi e e gli altri addetti ai lavori che hanno dato la disponibilità per le interviste e pure chi, in futuro, vorrà farsi una chiacchierata sul mondo delle bollicine (e non … Continua a leggere 400 VOLTE GRAZIE!
Cruasè è un marchio vero e proprio. Voluto dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il nome riassume i termini cru (che significa “selezione”) e rosè, come il colore del mosto rosa da cui nascono vini 100% Pinot Nero. Ed è proprio il Pinot Nero il vitigno principe di un territorio, l’Oltrepò, che si estende a sud della Lombardia e che, di fatto, stabilisce il confine regionale con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. In questa striscia di colline e saliscendi si producono bollicine fenomenali come l’O.P. Metodo Classico (Pinot Nero vinificato in bianco, ndr) e, per l’appunto, il Cruasè: «La produzione dei Metodo Classico nella versione rosè è iniziata nel 2007», racconta Paolo Verdi, titolare dell’Azienda Agricola di Canneto Pavese ereditata dal padre, il primo della famiglia ad imprimere il nome in etichetta. «È sicuramente un’ottima espressione del Pinot Nero nella quale il Consorzio crede moltissimo. Il colore rosa carico, tratto caratteristico del Cruasè, lo otteniamo dalla macerazione a freddo delle uve con la propria buccia». Continua a leggere “La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»”