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D’Eus, le bollicine dannunziane di Franco D’Eusanio, il “Vate” di Chiusa Grande

Franco d’Eusanio è un bel personaggio. Stravagante, intraprendente, appassionato. Il titolare di Chiusa Grande, azienda di Nocciano (in provincia di Pescara), è un’anima dandy che punta tutto sulla qualità in vigna ma anche sul vino inteso come esperienza, «come piacere fisico», dice lui. IMG_7078

«La nostra idea di degustazione si ispira al pensiero di Gabriele D’Annunzio», afferma D’Eusanio. «Nella sua ricerca del piacere di vivere c’è la nostra “vinosophia”, un vero e proprio stile enologico e di vita». E nella visione del mondo del “Vate”, nativo di Pescara, c’era anche la sfida, la stessa che ha intrapreso Chiusa Grande nel 2010 con la linea di spumanti metodo champenoise D’Eus. «In una regione come l’Abruzzo, conosciuta per il Montepulciano d’Abruzzo, un rosso importante dunque, abbiamo voluto produrre bollicine con Montepulciano vinificato in bianco, Chardonnay e Pecorino», prosegue. «Pensiamo di aver lanciato due etichette briose, allegre, perfette per la stagione estiva».

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Franco D’Eusanio

Ma non è soltanto con gli spumanti metodo classico che Chiusa Grande vuole affermarsi in un mercato vinicolo che va sempre più raccontato e “vissuto”: «Negli ultimi anni l’interesse nei confronti dei vini abruzzesi è cresciuto tantissimo. Dal canto nostro, ci impegniamo dando il massimo in cantina: proprio per comunicare agli appassionati e agli addetti ai lavori la nostra “vinosophia” abbiamo allargato l’esperienza della degustazione cercando di partire dai cinque sensi, per ottenere un vino che trasmetta un certo tipo di emozioni». «In più, durante le degustazioni le stanze vengono illuminate con un sistema di luci Led in base al colore scelto per quel tipo di vino e per ogni etichetta è stato composto un brano di wine-jazz dal noto jazzista Tony Pancella». Insomma, un’esperienza multi-sensoriale, studiata a livello universitario, che rappresenta un nuovo modo di fare e intendere il nettare di Bacco.IMG_2363

L’assaggio. Con il suo giallo paglierino brillante, D’Eus Bianco, al naso, ricorda fiori bianchi ed erbe aromatiche. In bocca è secco, setoso, di buona struttura, molto intrigante e con un finale particolarmente fresco e minerale.

D’Eus Rosè, si presenta nel calice di un bel rosato tenue. Al naso si trovano ciliegia, piccoli frutti rossi (ribes e fragolina) e una lieve nota erbacea. In bocca è dinamico, scattante e mediamente strutturato, con un bel finale persistente.

Francesco Vigato

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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