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Lagorai, lo spumante che riposa nelle acque del Lago di Levico

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Vigneti alle pendici della Catena del Lagorai

Il vigneto Romanese domina la cittadina, lo spumante Lagorai regna nelle acque. Siamo in Trentino, a Levico Terme, piccolo ma noto centro della Valsugana.

Otto mila anime godono di una vista stupenda sul lago e sulle Alpi. Qui, Giorgio e Andrea Romanese conducono, dal 2009, l’omonima Cantina, coltivando cinque ettari di proprietà che rappresentano, di fatto, la storia e la tradizione vinicola di famiglia.

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I fratelli Romanese

Bisogna dire, fra l’altro, che la Valsugana è una terra baciata dalla fortuna: vanta una natura incontaminata, caratteristiche pedo-climatiche unicheuve Chardonnay sane e particolarmente adatte alla base spumante e, manco a dirlo,  una “cantina naturale” come il Lago di Levico. Tra i 10 e i 20 metri di profondità, infatti, la temperatura rimane costante a circa otto gradi, permettendo al vino di maturare sui lieviti nelle migliori condizioni, anche e soprattutto grazie alla pressione esercitata  dall’acqua sul tappo.

Il tutto avviene con la preziosa collaborazione dell’Archeo Sub di Levico, che effettua i controlli e i rilievi necessari per la buona riuscita del progetto.

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Sub al lavoro

L’idea dei fratelli Romanese riprende l’esperimento effettuato in Liguria, più precisamente a Portofino, per lo champenoise “Abissi”, le cui bottiglie vengono immerse in gabbie metalliche alla profondità di 60 metri per 26 mesi.

Con la stessa filosofia viene prodotto il Dosaggio Zero Lagorai, 100% Chardonnay dalle pendici della Catena del Lagorai, che riposa nei fondali del Lago di Levico per oltre 500 giorni. L’ultima sboccatura, avvenuta ad ottobre 2017, “racconta” la vendemmia 2014 (tiraggio 2015).

Un nicchia a tutti gli effetti, visto che le bottiglie   commercializzate sono poco più di mille, tutte numerate.IMG_7729

☑️L’assaggio. Con il suo perlage fine e persistente, questo Metodo Classico trentino si fa apprezzare per un naso che ricorda pesca, pera ed erbe aromatiche. Il sorso è elegante, fresco, sviluppato e particolarmente votato alla sapidità. Il finale è tanto piacevole quanto persistente. Lo abbiamo abbinato a bruschette con pomodoro San Marzano, burrata pugliese e Prosciutto Crudo di Montagnana.

Francesco Vigato

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Francesco Vigato Mostra tutti

Sono nato a Este, ridente cittadina della provincia di Padova, il 12 gennaio 1990.
Ex calciatore dilettante, mi sono avvicinato al mondo del giornalismo dopo gli esami di maturità. Dal 2009 collaboro con il Mattino di Padova, quotidiano che mi ha permesso di diventare Giornalista Pubblicista.
Ho conseguito la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova con una tesi in Diritto Costituzionale Tributario e attualmente svolgo il tirocinio forense in uno Studio Legale patavino.
Mi interesso di vino: amo i bianchi aromatici ma soprattutto le bollicine.

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