C’è “bolla” nelle Terre del Barolo

Nella mia personalissima “biblioteca spumantistica”, l’Alta Langa occupa un posto fra le “bollicine gastronomiche”.

Vedo infatti questo metodo classico come un vino impegnato e impegnativo, adatto agli abbinamenti più che ad un aperitivo scanzonato con la bottiglia immersa nella glacette.

Lo vedo un po’ come quella musica cantautorale con testi profondi e armonie sofisticate. Parliamo comunque di vini con una media qualitativa altissima. Non fanno eccezione i due prodotti della gamma “Vinum vita est” – storico motto aziendale – della Cantina Terre del Barolo, realtà di Castiglione Falletto nata nel 1958 e che ora vanta più di 300 soci.

La zona di produzione è quella delle Province di Cuneo, Asti e Alessandria, su terreni di orogine marina unita ad una condizione climatica fresca e protetta. 

Come da disciplinare, l’Alta Langa “accoglie” nelle sue cuvee soltanto basi spumante da Chardonnay e Pinot Nero. Altra caratteristica è l’obbligo di “millesimo” e l’affinamento minimo sui lieviti di 30 mesi.

Il progetto di Metodo Classico di Terre del Barolo dalla realtà di Castiglione Falletto, concretizzato esattamente un anno fa, ha portato sul mercato una gamma di bollicine rappresentative della denominazione spumantistica che vuole essere una valida alternativa a Trentodoc e Franciacorta, con una propria identità. 

Nell’Alta Langa docg Brut (100% Chardonnay, uve raccolte nei vigneti di Diano d’Alba, Monforte d’Alba, Novello e Monchiaro) prevalgono note erbacee sia al naso che in bocca, dove esplodono sentori che ricordano la camomilla. Una bollicina versatile e che si può abbinare sia a primi con ragù di carni bianche che ad arrosti. 

Buona la pulizia della beva, la pulizia e la persistenza.

L’altra bolla in assaggio è ExtraBrut 2018, ottenuto da uve 85% Pinot Nero, 15% Chardonnay dai vigneti di Diano d’Alba, Monforte, Novello e Monchiero.

Crosta di pane, nocciola tostata, polpa matura, note erbacee e speziate. Vinum vita est è una bolla complessa, piena e gustosa. Muscolosa. Da abbinare con una grigliata di pesce.

Due vini che mi sono piaciuti, pur essendo particolarmente arcigni e da studiare. Due bolle che vanno dritte al sodo, mostrandosi in tutta la loro ampiezza e maestosità. Magari non immediate, semplici e goderecce ma sicuramente da mettere nel calice e gustare.

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