«Ogni bollicina ha una sua storia». Abbiamo parlato di spumanti e conservazione con Andrea Miotto della Cantina Miotto Valter di Colbertaldo di Vidor (TV)

Andrea Miotto è un vigneron di sostanza. È nato e cresciuto sulle “Rive” di  Colbertaldo di Vidor (terreni scoscesi e ripidi, caratteristici della zona del Valdobbiadene Docg), ma non si stanca mai di seguirle, curarle, raccontarle in modo semplice, senza dimenticare il lato puramente tecnico. Perché sì, il vino buono è un compromesso tra natura e scienza, tra sacro e profano.

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Andrea Miotto

Il suo casale adibito a terrazzo panoramico in mezzo al Fedéra (che dà pure il nome alla linea di etichette Valdobbiadene DOCG delle Cantine Miotto), il vigneto più rappresentativo dell’azienda, è strepitoso e invita al brindisi mentre ci si gode una vista mozzafiato sulle colline dove il Prosecco è semplicemente… Superiore. Continua a leggere “«Ogni bollicina ha una sua storia». Abbiamo parlato di spumanti e conservazione con Andrea Miotto della Cantina Miotto Valter di Colbertaldo di Vidor (TV)”

«Prima scelgo il vino, poi il “cicchetto”. Il Prosecco Superiore? Sempre più versatile». Gli abbinamenti cibo-spumante: ne abbiamo parlato con Martino Tormena della Cantina Mongarda.

Ho conosciuto Martino Tormena, giovane produttore della Valdobbiadene D.O.C.G., quasi per caso, visitando il profilo Instagram della sua azienda. Ho poi avuto modo di conoscerlo personalmente e di condividere pensieri e impressioni, tra un calice e l’altro (ovviamente!).

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Martino Tormena

Martino è stato fra i primi a credere nei social network non tanto come mezzo per pubblicizzare per le (ottime) etichette – impazzisco per il suo Extra Dry – della Cantina Mongarda di Col San Martino (TV) quanto piuttosto per diffondere un modo di raccontare il vino basato sui valori contadini trasmessi dai genitori e dai nonni, con lo sguardo comunque rivolto verso il futuro: il Prosecco come espressione della natura, come “alimento”. Come simbolo di convivialità e semplicità.
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Il Brut Nature della Kellerei Kaltern, la bollicina per tutta l’estate. Lo abbiamo provato!

Le bollicine dell’Alto Adige. Confuse spesso con le “cugine” della Trento Doc, sconosciute al main stream del vino. Introvabili nella grande distribuzione. Ma attenzionIMG_6397e, però: gli spumanti dell’Alto Adige sono vini di grande eleganza,
carattere, spessore. E ormai pure tradizione: sono passati 106 anni, infatti, dal primo sekt presentato alla Mostra dei Vini di Bolzano. Ora, invece, si contano circa 200.000 bottiglie all’anno. La Kellerei Kaltern (Cantina di Caldaro sulla Strada del Vino), che raccoglie appena 400 soci conferitori di uve, uno spumante non ce l’aveva. Brillava per il suo GewürzTraminer, il St. Magdalener, il Pinot  Grigio e il Pinot Nero, la Schiava, il Kalterersee Classico Superiore. Ma non aveva un Metodo Classico. Lo ha voluto – sviluppato – l’enologo “di casa” Andrea Moser: «L’idea è nata in prima battuta dalla passione per le bollicine e soprattutto per gli stili più secchi e verticali dello spumante italiano o dello champagne», le sue parole. Il nuovo Brut Nature di casa Kellerei Kaltern non è un esperimento. Anzi, vuole diventare un’etichetta di punta nel panorama enologico altoatesino. Continua a leggere “Il Brut Nature della Kellerei Kaltern, la bollicina per tutta l’estate. Lo abbiamo provato!”

Mass Bianchet presenta Borgo Grotta, il nuovo spumante Extra Brut. Lo abbiamo assaggiato per voi…

massbianchetIl Valdobbiadene Docg è un’eccellenza enologica mondiale, non ci piove. E Mass Bianchet, azienda di Colbertaldo di Vidor (Tv) di Enrico e Lorenzo Miotto, è fra i produttori del Prosecco Superiore nelle sue varie espressioni, dal popolarissimo Extra Dry al rifermentato in bottiglia (del sur lie- col fondo ve ne parlerò fra qualche giorno presentandovi il ProFondo di Miotto Walter e Capo degli Onesti di Bastìa).

fullsizeoutput_646In questi ultimi anni il gusto dei consumatori (compresi quelli degli spumanti Metodo Charmat, sulla carta più beverini e meno impegnativi) si è spostato verso i vini più secchi, con pochissimo residuo zuccherino.

Lo sanno bene i produttori della zona di Valdobbiadene che hanno iniziato a produrre Prosecco Superiore con residuo zuccherino molto vicino a 0 g/l, come accade per i Metodo Classico (Champagne, Franciacorta, Oltrepo Pavese, Trento Doc, Alto Adige, Alta Langa). Continua a leggere “Mass Bianchet presenta Borgo Grotta, il nuovo spumante Extra Brut. Lo abbiamo assaggiato per voi…”

Flute o non flute? Ecco come bere lo spumante.

Croce e delizia dei ristoratori. La flute: stetta, slanciata, quasi impossibile da lavare bene a mano, bellissima. Perché esalta le bollicine, perché è elegante, perché fa molto cena di gala. Eppure, dopo aver sostituito la cara vecchia coppa (ricavata, dice la leggenda, dalla forma del seno di Madame de Pompadour e, ad oggi, il modo migliore per gustare i vini dolci aromatici come il Fior D’Arancio dei Colli Euganei) la flute ha conosciuto un lento quanto inevitabile declino.

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Negli ultimi anni, infatti, i calici “versatili” hanno preso il sopravvento. Le enoteche, molte delle quali non hanno la possibilità di procurarsi il bicchiere giusto per ogni occasione, hanno svoltato verso bicchieri che possano esaltare i vini rossi come i bianchi, spumanti inclusi.

Ma se volete buttarvi a capofitto sulle bollicine, ecco i prodotti che potrebbero fare al caso vostro. Sono tutti acquistabili su internet: Google, Amazon e Ebay in questo senso, battono pure il pur onesto negozio di casalinghi sotto casa.

1. C’è chi lo chiama “tulipano” ma anche “tester”. In effetti, può contenere circa 120 cl di IMG_7571vino. Permette infatti di degustare con soddisfazione spumanti Metodo Charmat (fra questi, Prosecco Doc, Valdobbiadene Docg, Durello Lessini, Asti) e metodo classico (Franciacorta, Trento Doc, Alto Adige, Champagne) valorizzandone – senza strafare – perlage e brillantezza. A piccoli sorsi, però. Si consiglia di non usarlo come unico calice della serata. I rossi proprio non ci stanno.

2.  Beh, dall’immagine potete già capire a cosa si adatta questo calice . È un modelloIMG_9898 2 molto versatile. Valorizza il Valdobbiadene Docg, esaltandone i profumi, e si adatta perfettamente anche ai Metodo Classico. Un calice, questo, che non fa sfigurare rosati e bianchi corposi e maturi. E i rossi? Purché siano poco strutturati come la Schiava dell’Alto Adige, sennò meglio il caro vecchio balloon.

3. Sono innamorato di questo calice. Forse non sarà il migliore per esaltare il perlage (anzi, IMG_4523forse i primi due) ma l’eleganza della forma, il taglio del vetro – molto fine – e la lunghezza dello stelo permettono di godersi i Metodo Classico con estrema piacevolezza. I profumi vengono sprigionati verso l’alto con grande vigore e la “bolla” si sente alla grande. Molte enoteche cominciano a tenerlo per servire le bottiglie migliori.  Naturalmente, non si adatta al vino rosso e nemmeno ai bianchi (ad esclusione del Serprino dei Colli Euganei). 

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ARUNDA, la cantina più alta d’Europa.

Torno a scrivere in questo blog dopo tanto tempo. Mi ha spinto u13680708_10209449691786414_3472934637252080159_nn bel tour in Alto Adige, con occhi, cuore, polmoni (e pancia) riempiti di cose belle (e buone). Quattro cime conquistate e tante altre dominate, qualche cittadina sud-tirolese, bellezze naturali e non solo. Insomma, è stata una settimana intensa. Che non poteva finire senza una visita alla cantina più alta d’Europa: ARUNDA VIVALDI. Continua a leggere “ARUNDA, la cantina più alta d’Europa.”

Cenetta? Ecco come scegliere il vino!

Arriva quella sera  in cui vi sentite un po’ Carlo Cracco e vi salta in mente di organizzare una cenetta a casa vostra. Non importa se siete cavalieri o donzelle, è comunque un bell’impegno, perché un errore potrebbe esservi fatale. Per esempio una pasta scotta o un pescetto curato male potrebbe farvi perdere dieci punti simpatia. Tralascio la preparazione del cibo, dove rischierei di dire … Continua a leggere Cenetta? Ecco come scegliere il vino!