Il Franciacorta Docg secondo Stefano Cola. Ecco le bollicine Extra Brut della Cantina Cola Battista.

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Extra Brut di Cola

C’è una Franciacorta emergente. Ed è quella dei vignaioli che vivono e lavorano a stretto contatto con la natura. Fedele a questa filosofia di produzione delle bollicine, magari meno “piaciona” ma più vicina alla terra è pure Stefano Cola, che porta avanti l’attività del padre Battista, fondatore della piccola azienda di Adro nel 1985.

 

Sono dieci gli ettari di vigneto di proprietà situati nelle immediate vicinanze del Monte Alto, che «coltiviamo secondo regole precise di agricoltura sostenibile», le parole di Stefano Cola, «anche se la priorità  resta sempre quella di seguire i ritmi della natura che permettono di raggiungere nelle uve il giusto equilibrio tra zuccheri e acidi prima della raccolta». Continua a leggere “Il Franciacorta Docg secondo Stefano Cola. Ecco le bollicine Extra Brut della Cantina Cola Battista.”

La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»

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Paolo Verdi con il Cruasè

Cruasè è un marchio vero e proprio. Voluto dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il nome riassume i termini cru (che significa “selezione”) e rosè, come il colore del mosto rosa da cui nascono vini 100% Pinot Nero. Ed è proprio il Pinot Nero il vitigno principe di un territorio, l’Oltrepò, che si estende a sud della Lombardia e che, di fatto, stabilisce il confine regionale con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. In questa striscia di colline e saliscendi si producono bollicine fenomenali come l’O.P. Metodo Classico (Pinot Nero vinificato in bianco, ndr) e, per l’appunto, il Cruasè: «La produzione dei Metodo Classico nella versione rosè è iniziata nel 2007», racconta Paolo Verdi, titolare dell’Azienda Agricola di Canneto Pavese ereditata dal padre, il primo della famiglia ad imprimere il nome in etichetta. «È sicuramente un’ottima espressione del Pinot Nero nella quale il Consorzio crede moltissimo. Il colore rosa carico, tratto caratteristico del Cruasè, lo otteniamo dalla macerazione a freddo delle uve con la propria buccia». Continua a leggere “La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»”

Il Lambrusco di Sorbara diventa Metodo Classico. Ecco il nostro assaggio del Brut Rosso di Francesco Bellei

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La Cantina Francesco Bellei

Una premessa è d’obbligo: il Lambrusco (insieme al Chianti) è il vino più venduto in Italia. Una prova tangibile del successo di questo prodotto emiliano fresco, versatile e gioioso, la si può trovare in tutti i supermercati, dove se ne accumulano bottiglioni su bottiglioni nelle versioni “secco” e “amabile”, a prezzi popolari, talvolta stracciati.

Pressoché introvabile, invece, è la versione Metodo Classico, un po’ perché agli addetti ai lavori può sembrare un esercizio di stile, un po’ perché il settore degli Champenoise, in Italia, è ampiamente coperto da altre denominazioni. E un po’ perché il Lambrusco si identifica con il suo essere un vino da tavola, quotidiano, e non certo una bollicina da stappare, sciabolare, sbocciare o che dir si voglia. Continua a leggere “Il Lambrusco di Sorbara diventa Metodo Classico. Ecco il nostro assaggio del Brut Rosso di Francesco Bellei”

Il primo spumante certificato Biovegan è trentino. Ecco l’ “Altinate Blanc de Blanc” della Cantina di Aldeno

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La cantina di Aldeno

Uno spumante…vegano. È un’operazione commerciale, quella della Cantina di Aldeno, ma l’idea è sicuramente lungimirante, in un mercato che si sta avvicinando sempre di più ai consumatori che hanno intrapreso scelte alimentari – più o meno “integraliste” –  o abbracciato nuove filosofie di vita. La realtà trentina, che raduna 370 soci in un bacino che comprende i territori di Roverè della Luna, Aldeno, Villa Lagarina, Isera, Volano, Nomi, Besenello, Calliano e Rovereto, ha infatti ottenuto la certificazione ICEA per una linea di vini Bio Vegan. Fra questi anche un Metodo Classico, il Trentodoc Altinate Blanc de Blanc, le cui uve provengono da un’unica particella (tutta coltivata a Chardonnay) della zona di Villamontagna, sulle colline di Trento. «L’idea del vino Bio Vegan nacque durante una cena vegana» racconta il Direttore della Cantina Walter Webber.

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Walter Webber, Direttore della Cantina

«In quell’occasione, io che proprio vegano non sono, ebbi modo di discutere con la moglie dell’ex presidente del nostro sodalizio sul fatto che in cantina ci sono delle procedure che richiedono prodotti di origine animale. Da quello scambio opinioni venne l’idea di ottenere la certificazione Bio Vegan e la Cantina di Aldeno è stata proprio la prima in Italia ad averla ottenuta». Nello specifico, il vino vegano, nel processo di stabilizzazione, non viene “trattato” con proteine di origine animale, e lo stesso vale per la moltiplicazione dei lieviti, che avviene su substrati di origine vegetale. «Il vino è assolutamente uguale a quello “tradizionale”», sottolinea Webber. «Mettiamola così: è soltanto lavoro in più per l’enologo». Continua a leggere “Il primo spumante certificato Biovegan è trentino. Ecco l’ “Altinate Blanc de Blanc” della Cantina di Aldeno”

«Dal finger food ai pesci più “grassi” godiamoci un buon Trentodoc». Parola di Chiara Simoni di Cantine Monfort, realtà vinicola di Lavis (TN).

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Chiara Simoni

Verticalità e freschezza. Sono queste le caratteristiche fondamentali delle bollicine di montagna per eccellenza: le Trentodoc, appunto. Nel panorama della spumantistica italiana il Trentino è riuscito a ricavarsi un posto al sole grazie a vini di assoluta qualità e capaci di sostenere, senza alcun tipo di timore reverenziale (nei confronti di denominazioni più o meno vicine), cene di gala ma anche semplici aperitivi casalinghi.

 

Cantine Monfort di Lavis (Tn), azienda gestita dalla famiglia di Lorenzo Simoni, è riuscita a promuovere le proprie etichette sfruttando le nuove frontiere dell’enogastronomia: dal finger food agli antipasti  ricercati che profumano di “aperitivo lungo”, passando per le ricette più esclusive a base di pesce. Continua a leggere “«Dal finger food ai pesci più “grassi” godiamoci un buon Trentodoc». Parola di Chiara Simoni di Cantine Monfort, realtà vinicola di Lavis (TN).”

Una giornata fra i vignaioli della Champagne: Lelarge – Pugeot

 

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Parcelle Lelarge Pugeot

«Ci sono due Champagne: quella delle Grandi Maison e quella dei piccoli produttori. Mondi paralleli, molto diversi fra loro». Parola di Dominque Lelarge, uno di quei vignerons che nella Champagne dei Proprietaire-Recoltant si sporca le mani per davvero e cerca sempre di trovare nuovi metodi per rispettare la terra, le uve e, di conseguenza, il consumatore finale.

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Una giornata fra i vignaioli della Champagne: F. Bergeronneau Marion

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La famiglia Bergeronneau

Ville-Dommange è un villaggio di 400 anime incastonato fra i vigneti della Champagne.

Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Nero dominano i sali scendi fra Epernay e Reims, interrotti da piccoli campanili, vecchi casali in pietra, villette e cantine dei piccoli produttori della zona. Sono loro che danno vita al vino più famoso del mondo nella sua dimensione più rustica e avvincente.

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Comprare uno Champagne su Amazon. Si può fare bella figura senza spendere tanto?

L’ESPERIMENTO / Si può comprare un buon #Champagne su #internet e riceverlo dopo neanche 20 ore? Abbiamo fatto un esperimento su #Amazon con Georges Lacombe, Champagne il cui marchio condivide la sede di Ay (Cote des Blancs) con la Maison Champagne Lallier dell’enologo Francis Tribaut. Che dire? Una bollicina assolutamente #onesta, senza particolari pretese ma superiore, almeno nella piacevolezza, a molti grandi marchi (non tutti, … Continua a leggere Comprare uno Champagne su Amazon. Si può fare bella figura senza spendere tanto?