Il Lambrusco di Sorbara diventa Metodo Classico. Ecco il nostro assaggio del Brut Rosso di Francesco Bellei

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La Cantina Francesco Bellei

Una premessa è d’obbligo: il Lambrusco (insieme al Chianti) è il vino più venduto in Italia. Una prova tangibile del successo di questo prodotto emiliano fresco, versatile e gioioso, la si può trovare in tutti i supermercati, dove se ne accumulano bottiglioni su bottiglioni nelle versioni “secco” e “amabile”, a prezzi popolari, talvolta stracciati.

Pressoché introvabile, invece, è la versione Metodo Classico, un po’ perché agli addetti ai lavori può sembrare un esercizio di stile, un po’ perché il settore degli Champenoise, in Italia, è ampiamente coperto da altre denominazioni. E un po’ perché il Lambrusco si identifica con il suo essere un vino da tavola, quotidiano, e non certo una bollicina da stappare, sciabolare, sbocciare o che dir si voglia. Continua a leggere “Il Lambrusco di Sorbara diventa Metodo Classico. Ecco il nostro assaggio del Brut Rosso di Francesco Bellei”

Il primo spumante certificato Biovegan è trentino. Ecco l’ “Altinate Blanc de Blanc” della Cantina di Aldeno

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La cantina di Aldeno

Uno spumante…vegano. È un’operazione commerciale, quella della Cantina di Aldeno, ma l’idea è sicuramente lungimirante, in un mercato che si sta avvicinando sempre di più ai consumatori che hanno intrapreso scelte alimentari – più o meno “integraliste” –  o abbracciato nuove filosofie di vita. La realtà trentina, che raduna 370 soci in un bacino che comprende i territori di Roverè della Luna, Aldeno, Villa Lagarina, Isera, Volano, Nomi, Besenello, Calliano e Rovereto, ha infatti ottenuto la certificazione ICEA per una linea di vini Bio Vegan. Fra questi anche un Metodo Classico, il Trentodoc Altinate Blanc de Blanc, le cui uve provengono da un’unica particella (tutta coltivata a Chardonnay) della zona di Villamontagna, sulle colline di Trento. «L’idea del vino Bio Vegan nacque durante una cena vegana» racconta il Direttore della Cantina Walter Webber.

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Walter Webber, Direttore della Cantina

«In quell’occasione, io che proprio vegano non sono, ebbi modo di discutere con la moglie dell’ex presidente del nostro sodalizio sul fatto che in cantina ci sono delle procedure che richiedono prodotti di origine animale. Da quello scambio opinioni venne l’idea di ottenere la certificazione Bio Vegan e la Cantina di Aldeno è stata proprio la prima in Italia ad averla ottenuta». Nello specifico, il vino vegano, nel processo di stabilizzazione, non viene “trattato” con proteine di origine animale, e lo stesso vale per la moltiplicazione dei lieviti, che avviene su substrati di origine vegetale. «Il vino è assolutamente uguale a quello “tradizionale”», sottolinea Webber. «Mettiamola così: è soltanto lavoro in più per l’enologo». Continua a leggere “Il primo spumante certificato Biovegan è trentino. Ecco l’ “Altinate Blanc de Blanc” della Cantina di Aldeno”

«Dal finger food ai pesci più “grassi” godiamoci un buon Trentodoc». Parola di Chiara Simoni di Cantine Monfort, realtà vinicola di Lavis (TN).

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Chiara Simoni

Verticalità e freschezza. Sono queste le caratteristiche fondamentali delle bollicine di montagna per eccellenza: le Trentodoc, appunto. Nel panorama della spumantistica italiana il Trentino è riuscito a ricavarsi un posto al sole grazie a vini di assoluta qualità e capaci di sostenere, senza alcun tipo di timore reverenziale (nei confronti di denominazioni più o meno vicine), cene di gala ma anche semplici aperitivi casalinghi.

 

Cantine Monfort di Lavis (Tn), azienda gestita dalla famiglia di Lorenzo Simoni, è riuscita a promuovere le proprie etichette sfruttando le nuove frontiere dell’enogastronomia: dal finger food agli antipasti  ricercati che profumano di “aperitivo lungo”, passando per le ricette più esclusive a base di pesce. Continua a leggere “«Dal finger food ai pesci più “grassi” godiamoci un buon Trentodoc». Parola di Chiara Simoni di Cantine Monfort, realtà vinicola di Lavis (TN).”

Una giornata fra i vignaioli della Champagne: Lelarge – Pugeot

 

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Parcelle Lelarge Pugeot

«Ci sono due Champagne: quella delle Grandi Maison e quella dei piccoli produttori. Mondi paralleli, molto diversi fra loro». Parola di Dominque Lelarge, uno di quei vignerons che nella Champagne dei Proprietaire-Recoltant si sporca le mani per davvero e cerca sempre di trovare nuovi metodi per rispettare la terra, le uve e, di conseguenza, il consumatore finale.

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Una giornata fra i vignaioli della Champagne: F. Bergeronneau Marion

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La famiglia Bergeronneau

Ville-Dommange è un villaggio di 400 anime incastonato fra i vigneti della Champagne.

Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Nero dominano i sali scendi fra Epernay e Reims, interrotti da piccoli campanili, vecchi casali in pietra, villette e cantine dei piccoli produttori della zona. Sono loro che danno vita al vino più famoso del mondo nella sua dimensione più rustica e avvincente.

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Comprare uno Champagne su Amazon. Si può fare bella figura senza spendere tanto?

L’ESPERIMENTO / Si può comprare un buon #Champagne su #internet e riceverlo dopo neanche 20 ore? Abbiamo fatto un esperimento su #Amazon con Georges Lacombe, Champagne il cui marchio condivide la sede di Ay (Cote des Blancs) con la Maison Champagne Lallier dell’enologo Francis Tribaut. Che dire? Una bollicina assolutamente #onesta, senza particolari pretese ma superiore, almeno nella piacevolezza, a molti grandi marchi (non tutti, … Continua a leggere Comprare uno Champagne su Amazon. Si può fare bella figura senza spendere tanto?

«Un’uva eccellente fa la differenza in bottiglia». Ploner Marell Brut, il metodo champenoise di Erhard Tutzer

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Marell Brut, Ploner

Trovare le bollicine dell’Alto Adige alla mescita nelle enoteche o nei wine bar è piuttosto difficile. Una spiegazione a questa “mancanza” non c’è, o forse sta tutta nella possibilità di scelta fra le – pur sempre – grandi etichette di Franciacorta e Trentodoc (limitatamente ai Metodo Classico). Ma è innegabile che il Süd Tirol, per clima, terroir e capacità dei suoi interpreti, abbia grandi potenzialità (anche) nel campo della spumantistica.

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Erhard Tutzer

Parlavo di interpreti, appunto. I vignaioli, i produttori, o anche soltanto gli chef de cave, gli scienziati della bollicina, sono come cantanti, pittori, scultori: la competenza, la sensibilità, la capacità di essere pop o più di nicchia, hanno la capacità di portare una bottiglia dritta dritta al cuore del consumatore. Continua a leggere “«Un’uva eccellente fa la differenza in bottiglia». Ploner Marell Brut, il metodo champenoise di Erhard Tutzer”

«Trentodoc o Franciacorta? Tutte e due». Con Luca Gardini, campione del mondo sommelier, abbiamo parlato delle bollicine italiane.

942569_584847041533483_415554845_nLuca Gardini è un personaggio, c’è poco da fare. Conosce il vino come pochi altri al mondo, ma guai a parlargli di Barolo e Brunello sminuendo magari, dall’altra parte, Prosecco e Lambrusco. «Perché nel mondo del vino» dice, «si è persa un po’ la convivialità. Insomma, si tende a tenere poco i piedi per terra. Bisogna fare un passo indietro e ritrovare la semplicità, anche e soprattutto nella comunicazione». Non è più sommelier, lui che della categoria è stato Campione d’Europa e del Mondo nel 2010. Ha scelto infatti di raccontare il nettare di Bacco a modo suo, da ragazzotto romagnolo di Cervia, con una bella dose di competenza ed esperienza.

Con lui abbiamo parlato dei grandi spumanti italiani. Ecco l’intervista… Continua a leggere “«Trentodoc o Franciacorta? Tutte e due». Con Luca Gardini, campione del mondo sommelier, abbiamo parlato delle bollicine italiane.”