Che bello! La mia paginetta Vita, calcio e bollicine, nata per condividere con voi un po’ di esperienze nel mondo del vino, ha raggiunto un primo piccolo-grande traguardo. Naturalmente ringrazio tutti i vignaioli, gli enologi e e gli altri addetti ai lavori che hanno dato la disponibilità per le interviste e pure chi, in futuro, vorrà farsi una chiacchierata sul mondo delle bollicine (e non … Continua a leggere 400 VOLTE GRAZIE!
Alfio Garzetti è un vulcano. Un vulcano d’orgoglio, verrebbe da dire, soprattutto quando
Alfio Garzetti
parla della sua terra, la Val di Cembra, considerata una sorta di giardino dell’Eden delle bollicine.
E non solo: il co-patron (insieme a Bruno Zanotelli)di Opera Vitivinicola illustra le etichette del sodalizio di Giovo (frazione di Verla, piccolo comune della Provincia di Trento) con la soddisfazione di chi è cosciente di aver realizzato prodotti di pregio, «tutti spumanti, perché in questo fantastico mondo ci vuole anche un po’ di specializzazione», le sue parole.
Vigneti in Val di Cembra
La Val di Cembra, dicevamo: una striscia di terra che abbraccia le Dolomiti di Fiemme, fra piccoli centri abitati e meravigliosi pendii. «Una zona perfetta», spiega Alfio Garzetti. «in cui le caratteristiche pedoclimatiche possono considerarsi uniche per la produzione di champenoise. C’è una forte escursione termica, anche 15-16 gradi fra giorno e notte, che permette di raggiungere un’acidità perfetta delle uve. Altra caratteristica è l’altitudine, con vigneti terrazzati fra i 500 e i 700 metri e un’esposizione da est a ovest che regala la luce solare agli acini per tutto l’arco della giornata. Qui, infatti, si vendemmia a settembre, mica a fine luglio come in altre zone spumantistiche!». La conformazione del terreno è la ciliegina sulla torta: «Porfido e pietra lavica», prosegue lo spumantista Garzetti, «conferiscono mineralità ed elementi sapidi unici alle basi spumante. Proprio per questo la Val di Cembra è probabilmente la zona più vocata a livello italiano. Un terroir fantastico».
Cruasè è un marchio vero e proprio. Voluto dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il nome riassume i termini cru (che significa “selezione”) e rosè, come il colore del mosto rosa da cui nascono vini 100% Pinot Nero. Ed è proprio il Pinot Nero il vitigno principe di un territorio, l’Oltrepò, che si estende a sud della Lombardia e che, di fatto, stabilisce il confine regionale con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. In questa striscia di colline e saliscendi si producono bollicine fenomenali come l’O.P. Metodo Classico (Pinot Nero vinificato in bianco, ndr) e, per l’appunto, il Cruasè: «La produzione dei Metodo Classico nella versione rosè è iniziata nel 2007», racconta Paolo Verdi, titolare dell’Azienda Agricola di Canneto Pavese ereditata dal padre, il primo della famiglia ad imprimere il nome in etichetta. «È sicuramente un’ottima espressione del Pinot Nero nella quale il Consorzio crede moltissimo. Il colore rosa carico, tratto caratteristico del Cruasè, lo otteniamo dalla macerazione a freddo delle uve con la propria buccia». Continua a leggere “La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»”
Una premessa è d’obbligo: il Lambrusco (insieme al Chianti) è il vino più venduto in Italia. Una prova tangibile del successo di questo prodotto emiliano fresco, versatile e gioioso, la si può trovare in tutti i supermercati, dove se ne accumulano bottiglioni su bottiglioni nelle versioni “secco” e “amabile”, a prezzi popolari, talvolta stracciati.
Pressoché introvabile, invece, è la versione Metodo Classico, un po’ perché agli addetti ai lavori può sembrare un esercizio di stile, un po’ perché il settore degli Champenoise, in Italia, è ampiamente coperto da altre denominazioni. E un po’ perché il Lambrusco si identifica con il suo essere un vino da tavola, quotidiano, e non certo una bollicina da stappare, sciabolare, sbocciare o che dir si voglia.Continua a leggere “Il Lambrusco di Sorbara diventa Metodo Classico. Ecco il nostro assaggio del Brut Rosso di Francesco Bellei”
Bortolomiol non ha bisogno di presentazioni. L’azienda di Valdobbiadene , guidata dalle sorelle Elvira, Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, da almeno 20 anni fa conoscere il Prosecco Superiore in tutto il mondo, oltre ad essere fra i produttori più apprezzati e serviti nelle enoteche italiane. L’etichetta più rappresentativa, manco a dirlo, è il Bortolomiol Bandarossa, un Extra Dry millesimato che, quest’anno, la casa vinicola trevigiana ha deciso di esaltare in versione limitata con 6.000 bottiglie di “Special Reserve”, affidando allo staff dell’enologo Emanuele Serafin il compito di tirare fuori il meglio dalla tipologia.
Ragazzi, giovani coppie, compagnie, famiglie, pensionati. Tutti armati di bisaccia, calice e coupon per degustare le eccellenze dei Colli Euganei. Arquà Petrarca ha vissuto una magnifica serata di colori, profumi e musica per l’ultimo appuntamento con Calici di Stelle Euganei, evento che ha stabilito record di presenze, piatti e vini: le scorte di calici sono andate esaurite, così come gran parte delle pietanze proposte degli espositori.Ecco come è andata… Continua a leggere “Un successo senza precedenti: pienone da record a Calici di Stelle Euganei. Ecco l’ultima serata…”
I Colli Euganei non sono soltanto vino. Ce ne eravamo accorti degustando alcuni dei piatti della tradizione o, semplicemente, risalendo il magnifico Borgo di Arquà Petrarca (e del quale, forse, non ci vantiamo troppo spesso) nel corso della prima serata di Calici di Stelle Euganei.