Una premessa è d’obbligo: per Calici di Stelle Euganei, Arquà Petrarca è semplicemente perfetta. Uno scenario meraviglioso (manco a dirlo, premiato come secondo Borgo più bello d’Italia) e una kermesse che regala emozioni ed eccellenze enogastronomiche, con piatti ricercati e aziende emergenti del territorio che, grazie a questo evento, riescono a trovare un posto al sole o, meglio ancora, un posto… sotto le stelle. Continua a leggere “Specialità ed etichette: Calici di Stelle Euganei fra sorprese e curiosità. La prima serata…”
Costantino Charrère era un professore di educazione fisica. Insegnava a sciare e, a tempo perso, si occupava dei vigneti del padre Antoine, fra i pionieri del vino di montagna.
Oggi Les Cretes, società agricola di Aymavilles, è un piccolo tesoro incastonato fra i monti della Valle d’Aosta e un’apprezzatissima cantina dove Costantino lavora a tempo pieno con le figlie Elena, Eleonora e la moglie Imelda. Le vigne (situate fra i 300 e i 950 m di altitudine) fanno da cornice alle Alpi e danno vita a etichette di grande freschezza ed eleganza per la notevole escursione termica fra giorno e notte (che esalta l’acidità delle uve) e per i terreni morenici e sabbiosi. Perfetti, manco a dirlo, per le bollicine di casa, nate da un’intuizione dello stesso Costantino, che ha voluto puntare sulla Premetta, vitigno autoctono valdostano. Continua a leggere “«Tradizione, territorio, futuro. Così raccontiamo le bollicine della Valle d’Aosta». Abbiamo parlato con Eleonora Charrère di Neblù, metodo classico della cantina Les Cretes”
Trovare le bollicine dell’Alto Adige alla mescita nelle enoteche o nei wine bar è piuttosto difficile. Una spiegazione a questa “mancanza” non c’è, o forse sta tutta nella possibilità di scelta fra le – pur sempre – grandi etichette di Franciacorta e Trentodoc (limitatamente ai Metodo Classico). Ma è innegabile che il Süd Tirol, per clima, terroir e capacità dei suoi interpreti, abbia grandi potenzialità (anche) nel campo della spumantistica.
Il Cartizze, pardon!, il Prosecco Superiore di Cartizze: nell’ immaginario collettivo, il cru della Valdobbiadene Docg. Nei fatti, uno spumante talvolta bistrattato da una frangia di degustatori “integralisti” (e detrattori del Prosecco a priori, senza le doverose distinzioni fra Docg e Doc, Conegliano-Valdobbiadene e pianura), per un prezzo che, talvolta, lo avvicina ai Metodo Classico.
Ma Cartizze non è soltanto la massima elevazione del Valdobbiadene bensì una piccolissima area di circa 107 ettari (di vigneto, ovviamente), compresa tra le colline di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, frazioni di Valdobbiadene. Insomma, una “limited edition”!
Proprio in questa zona – che si presta alla viticoltura “eroica” – il microclima e l’uva Glera danno vita a una sinergia perfetta. Assoluta.
E lungo la via di Saccol c’è un produttore, Michele Rebuli dell’Azienda Agricola Bastìa, che è riuscito a interpretare al meglio il Prosecco Superiore di Cartizze grazie al lavoro in vigna e alle pendenze del Col Maset. Delicata aromaticità, fiori, frutta bianca: sono queste le caratteristiche del Valdobbiadene Superiore di Cartizze, che ritroviamo nelle bollicine di Bastìa.
Con Michele Rebuli abbiamo parlato proprio di questo vino. Vediamo cosa ci ha raccontato …
Michele Rebuli
Michele Rebuli, cosa rende le uve della zona Cartizze così speciali?
Le bollicine dell’Alto Adige. Confuse spesso con le “cugine” della Trento Doc, sconosciute al main stream del vino. Introvabili nella grande distribuzione. Ma attenzione, però: gli spumanti dell’Alto Adige sono vini di grande eleganza,
carattere, spessore. E ormai pure tradizione: sono passati 106 anni, infatti, dal primo sekt presentato alla Mostra dei Vini di Bolzano. Ora, invece, si contano circa 200.000 bottiglie all’anno. La Kellerei Kaltern (Cantina di Caldaro sulla Strada del Vino), che raccoglie appena 400 soci conferitori di uve, uno spumante non ce l’aveva. Brillava per il suo GewürzTraminer, il St. Magdalener, il Pinot Grigio e il Pinot Nero, la Schiava, il Kalterersee Classico Superiore. Ma non aveva un Metodo Classico. Lo ha voluto – sviluppato – l’enologo “di casa” Andrea Moser: «L’idea è nata in prima battuta dalla passione per le bollicine e soprattutto per gli stili più secchi e verticali dello spumante italiano o dello champagne», le sue parole. Il nuovo Brut Nature di casa Kellerei Kaltern non è un esperimento. Anzi, vuole diventare un’etichetta di punta nel panorama enologico altoatesino.Continua a leggere “Il Brut Nature della Kellerei Kaltern, la bollicina per tutta l’estate. Lo abbiamo provato!”
Il Valdobbiadene Docg è un’eccellenza enologica mondiale, non ci piove. E Mass Bianchet, azienda di Colbertaldo di Vidor (Tv) di Enrico e Lorenzo Miotto, è fra i produttori del Prosecco Superiore nelle sue varie espressioni, dal popolarissimo Extra Dry al rifermentato in bottiglia (del sur lie- col fondo ve ne parlerò fra qualche giorno presentandovi il ProFondo di Miotto Walter e Capo degli Onesti di Bastìa).
In questi ultimi anni il gusto dei consumatori (compresi quelli degli spumanti Metodo Charmat, sulla carta più beverini e meno impegnativi) si è spostato verso i vini più secchi, con pochissimo residuo zuccherino.
Arriva quella sera in cui vi sentite un po’ Carlo Cracco e vi salta in mente di organizzare una cenetta a casa vostra. Non importa se siete cavalieri o donzelle, è comunque un bell’impegno, perché un errore potrebbe esservi fatale. Per esempio una pasta scotta o un pescetto curato male potrebbe farvi perdere dieci punti simpatia. Tralascio la preparazione del cibo, dove rischierei di dire … Continua a leggere Cenetta? Ecco come scegliere il vino!