Bortolomiol, il Motus Vitae nel calice. Il nostro assaggio della Grande Cuvée del Fondatore

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Non c’è che dire: il Valdobbiadene Docg sta vivendo una seconda giovinezza.

Un po’ perché, grazie all’attenzione riposta dai consumatori e dagli addetti ai lavori nei confronti della denominazione (o, più in generale, nel “mondo Prosecco”, quello buono però!), i produttori si stanno spingendo verso la ricerca di spumanti fortemente identificativi e, dall’altro lato, perché la scelta di puntare su etichette con residui zuccherini più bassi (inferiori dunque agli 8 g/l) ha permesso di evidenziare ed esaltare la poliedricità del Prosecco Superiore, complice anche – inutile negarlo – un mercato che richiede bollicine più “secche” rispetto al (recente) passato. unnamed

Ecco perché sta diventando sempre più facile trovare Valdobbiadene nella tipologia “Brut” se non addirittura “Brut Nature” (residuo zuccherino pari a 0 g/l), soprattutto per quanto concerne i “cru” aziendali.

A dirla tutta, il Prosecco “Brut” nasce da un’intuizione di Giuliano Bortolomiol, fondatore della nota azienda di Valdobbiadene, il primo a ottenere – nel 1967 – un Prosecco votato alla pienezza del sorso ed a note più acidule. Continua a leggere “Bortolomiol, il Motus Vitae nel calice. Il nostro assaggio della Grande Cuvée del Fondatore”

Ferrari Perlé Zero, un mosaico di millesimi. Ecco il nostro assaggio …

Quando si parla di Ferrari le aspettative sono sempre altissime.

Un po’ perché l’azienda spumantistica di Trento ha abituato appassionati e addetti ai lavori a prodotti di spessore, conosciuti a livello internazionale e capaci di tirare per la giacchetta i giganti della Champagne (soprattutto il “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore”), e un po’ perché la linea Perlè, nelle sue varie declinazioni, è sempre riuscita (e riesce ancora) a soddisfare tutte le fasce di pubblico, dai consumatori esperti ai neofiti del perlage.

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Cantine Ferrari, Trento

È innegabile che per il Trentodoc Perlé Zero, lanciato a fine settembre dalla famiglia Lunelli con un fitto programma di eventi e degustazioni, l’attesa e la curiosità fossero ai massimi livelli.

Questo perché la nuova etichetta – gradevole per design e modernità (realizzata dallo Studio Robilant Associati) – va a stuzzicare i puristi della bollicina, che si stanno orientando sempre di più verso il magico mondo degli spumanti non dosati”, particolarmente sinceri nel raccontare il territorio di provenienza proprio per l’assenza di quel filtro aromatico rappresentato dallo sciroppo di dosaggio (o liqueur d’expédition). Continua a leggere “Ferrari Perlé Zero, un mosaico di millesimi. Ecco il nostro assaggio …”

Kettmeir Alto Adige “Riserva 1919” Extra Brut , la stella alpina di Caldaro. Ecco la nostra degustazione…

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Kettmeir è a Caldaro (BZ)

Che l’Alto Adige sia territorio di produzione di ottimi spumanti è cosa risaputa. Le caratteristiche climatiche per ottenere uve perfette ci sono tutte, così come non mancano veri e propri maestri delle bollicine che, da quelle parti, elaborano vini di grande spessore. Continua a leggere “Kettmeir Alto Adige “Riserva 1919” Extra Brut , la stella alpina di Caldaro. Ecco la nostra degustazione…”

Una giornata fra i vignaioli della Champagne: F. Bergeronneau Marion

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La famiglia Bergeronneau

Ville-Dommange è un villaggio di 400 anime incastonato fra i vigneti della Champagne.

Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Nero dominano i sali scendi fra Epernay e Reims, interrotti da piccoli campanili, vecchi casali in pietra, villette e cantine dei piccoli produttori della zona. Sono loro che danno vita al vino più famoso del mondo nella sua dimensione più rustica e avvincente.

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«Un’uva eccellente fa la differenza in bottiglia». Ploner Marell Brut, il metodo champenoise di Erhard Tutzer

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Marell Brut, Ploner

Trovare le bollicine dell’Alto Adige alla mescita nelle enoteche o nei wine bar è piuttosto difficile. Una spiegazione a questa “mancanza” non c’è, o forse sta tutta nella possibilità di scelta fra le – pur sempre – grandi etichette di Franciacorta e Trentodoc (limitatamente ai Metodo Classico). Ma è innegabile che il Süd Tirol, per clima, terroir e capacità dei suoi interpreti, abbia grandi potenzialità (anche) nel campo della spumantistica.

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Erhard Tutzer

Parlavo di interpreti, appunto. I vignaioli, i produttori, o anche soltanto gli chef de cave, gli scienziati della bollicina, sono come cantanti, pittori, scultori: la competenza, la sensibilità, la capacità di essere pop o più di nicchia, hanno la capacità di portare una bottiglia dritta dritta al cuore del consumatore. Continua a leggere “«Un’uva eccellente fa la differenza in bottiglia». Ploner Marell Brut, il metodo champenoise di Erhard Tutzer”

Cenetta? Ecco come scegliere il vino!

Arriva quella sera  in cui vi sentite un po’ Carlo Cracco e vi salta in mente di organizzare una cenetta a casa vostra. Non importa se siete cavalieri o donzelle, è comunque un bell’impegno, perché un errore potrebbe esservi fatale. Per esempio una pasta scotta o un pescetto curato male potrebbe farvi perdere dieci punti simpatia. Tralascio la preparazione del cibo, dove rischierei di dire … Continua a leggere Cenetta? Ecco come scegliere il vino!