Una giornata fra i vignaioli della Champagne: Lelarge – Pugeot

«Ci sono due Champagne: quella delle Grandi Maison e quella dei piccoli produttori. Mondi paralleli, molto diversi fra loro». Parola di Dominque Lelarge, uno di quei vignerons che nella Champagne dei Proprietaire-Recoltant si sporca le mani per davvero e cerca sempre di trovare nuovi metodi per rispettare la terra, le uve e, di conseguenza, il consumatore finale.
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Una giornata fra i vignaioli della Champagne: F. Bergeronneau Marion

Ville-Dommange è un villaggio di 400 anime incastonato fra i vigneti della Champagne.
Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Nero dominano i sali scendi fra Epernay e Reims, interrotti da piccoli campanili, vecchi casali in pietra, villette e cantine dei piccoli produttori della zona. Sono loro che danno vita al vino più famoso del mondo nella sua dimensione più rustica e avvincente.
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🇨🇵🍾 COMING SOON! 🇨🇵🍾
Presto visiteremo due Maisons della Champagne. Vogliamo già dire GRAZIE ai produttori che ci ospiteranno e GRAZIE a tutti quelli che, finora, ci hanno concesso le interviste, permesso di assaggiare le loro etichette e accolto nelle loro cantine. Vita, calcio e bollicine vuole raccontare il vino attraverso chi lo produce, senza sensazionalismi, senza arie da grandi intenditori, senza la pretesa di saper “giudicare” il lavoro … Continua a leggere 🇨🇵🍾 COMING SOON! 🇨🇵🍾
Comprare uno Champagne su Amazon. Si può fare bella figura senza spendere tanto?
L’ESPERIMENTO / Si può comprare un buon #Champagne su #internet e riceverlo dopo neanche 20 ore? Abbiamo fatto un esperimento su #Amazon con Georges Lacombe, Champagne il cui marchio condivide la sede di Ay (Cote des Blancs) con la Maison Champagne Lallier dell’enologo Francis Tribaut. Che dire? Una bollicina assolutamente #onesta, senza particolari pretese ma superiore, almeno nella piacevolezza, a molti grandi marchi (non tutti, … Continua a leggere Comprare uno Champagne su Amazon. Si può fare bella figura senza spendere tanto?
«Un’uva eccellente fa la differenza in bottiglia». Ploner Marell Brut, il metodo champenoise di Erhard Tutzer

Trovare le bollicine dell’Alto Adige alla mescita nelle enoteche o nei wine bar è piuttosto difficile. Una spiegazione a questa “mancanza” non c’è, o forse sta tutta nella possibilità di scelta fra le – pur sempre – grandi etichette di Franciacorta e Trentodoc (limitatamente ai Metodo Classico). Ma è innegabile che il Süd Tirol, per clima, terroir e capacità dei suoi interpreti, abbia grandi potenzialità (anche) nel campo della spumantistica.

Parlavo di interpreti, appunto. I vignaioli, i produttori, o anche soltanto gli chef de cave, gli scienziati della bollicina, sono come cantanti, pittori, scultori: la competenza, la sensibilità, la capacità di essere pop o più di nicchia, hanno la capacità di portare una bottiglia dritta dritta al cuore del consumatore. Continua a leggere “«Un’uva eccellente fa la differenza in bottiglia». Ploner Marell Brut, il metodo champenoise di Erhard Tutzer”
«Trentodoc o Franciacorta? Tutte e due». Con Luca Gardini, campione del mondo sommelier, abbiamo parlato delle bollicine italiane.
Luca Gardini è un personaggio, c’è poco da fare. Conosce il vino come pochi altri al mondo, ma guai a parlargli di Barolo e Brunello sminuendo magari, dall’altra parte, Prosecco e Lambrusco. «Perché nel mondo del vino» dice, «si è persa un po’ la convivialità. Insomma, si tende a tenere poco i piedi per terra. Bisogna fare un passo indietro e ritrovare la semplicità, anche e soprattutto nella comunicazione». Non è più sommelier, lui che della categoria è stato Campione d’Europa e del Mondo nel 2010. Ha scelto infatti di raccontare il nettare di Bacco a modo suo, da ragazzotto romagnolo di Cervia, con una bella dose di competenza ed esperienza.
Con lui abbiamo parlato dei grandi spumanti italiani. Ecco l’intervista… Continua a leggere “«Trentodoc o Franciacorta? Tutte e due». Con Luca Gardini, campione del mondo sommelier, abbiamo parlato delle bollicine italiane.”
La parola a Carlo Moser: «Freschezza, pulizia, sapidità. Ecco il nostro nuovo Brut Nature 2011». Abbiamo assaggiato per voi la nuova etichetta delle Cantine Moser di Trento…
Sono stato a Maso Warth, a Trento, circa tre volte. Una per la visita delle Cantine Francesco Moser e le altre due per rifornirmi dei vini – mica ci sono solo le bollicine! – dell’ex campione di ciclismo, vignaiolo per vocazione e passione. Sulla collina che domina la città di Trento, Moser produce vini di ottima qualità. Grandi investimenti sono stati fatti sulla tecnologia, tant’è che gli spumanti Metodo Classico vengono curati nel dettaglio dalla vigna all’etichetta, con remuage (o «scuotimento», operazione eseguita da operai specializzati e consistente nel disporre le bottiglie capovolte in apposite rastrelliere in modo che i depositi fecciosi, originatisi in seguito alla fermentazione, si raccolgano nel collo della bottiglia, ndr) e sboccatura perfettamente riprodotte dalla strumentazione, sotto l’occhio vigile della famiglia Moser.
Il Brut 51.151, Metodo Classico (o Champenoise) Trentodoc, infatti, è una bollicina lineare, precisa, fresca. Stavolta, però, abbiamo avuto la possibilità di assaggiare il Brut Nature 2011, un prodotto che vuol diventare nota d’orgoglio aziendale. Continua a leggere “La parola a Carlo Moser: «Freschezza, pulizia, sapidità. Ecco il nostro nuovo Brut Nature 2011». Abbiamo assaggiato per voi la nuova etichetta delle Cantine Moser di Trento…”
«Il Cartizze è territorio, microclima e…spiccata eleganza». Abbiamo parlato del Prosecco Superiore di Cartizze con Michele Rebuli dell’ Azienda Agricola Bastia di Valdobbiadene (TV).
Il Cartizze, pardon!, il Prosecco Superiore di Cartizze: nell’ immaginario collettivo, il cru della Valdobbiadene Docg. Nei fatti, uno spumante talvolta bistrattato da una frangia di degustatori “integralisti” (e detrattori del Prosecco a priori, senza le doverose distinzioni fra Docg e Doc, Conegliano-Valdobbiadene e pianura), per un prezzo
che, talvolta, lo avvicina ai Metodo Classico.
Ma Cartizze non è soltanto la massima elevazione del Valdobbiadene bensì una piccolissima area di circa 107 ettari (di vigneto, ovviamente), compresa tra le colline di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, frazioni di Valdobbiadene. Insomma, una “limited edition”!
Proprio in questa zona – che si presta alla viticoltura “eroica” – il microclima e l’uva Glera danno vita a una sinergia perfetta. Assoluta.
E lungo la via di Saccol c’è un produttore, Michele Rebuli dell’Azienda Agricola Bastìa, che è riuscito a interpretare al meglio il Prosecco Superiore di Cartizze grazie al lavoro in vigna e alle pendenze del Col Maset. Delicata aromaticità, fiori, frutta bianca: sono queste le caratteristiche del Valdobbiadene Superiore di Cartizze, che ritroviamo nelle bollicine di Bastìa.
Con Michele Rebuli abbiamo parlato proprio di questo vino. Vediamo cosa ci ha raccontato …

Michele Rebuli, cosa rende le uve della zona Cartizze così speciali?
«In primis il terreno. E per terreno intendo la costituzione chimico/fisica. La zona di Cartizze, infatti, è un’alternanza di Morene di origine glaciale, di Arenarie e di Argille che lo rendono un terreno unico nel suo genere. In secondo luogo il microclima, dato dall’esposizione quasi prevalentemente a Sud e da una costante ventilazione. Mi sento anche di aggiungere l’età media delle piante, essendo una zona storica dove la vite è presente da “sempre” l’età media dei vigneti in Cartizze credo superi di gran lunga il mezzo secolo» Continua a leggere “«Il Cartizze è territorio, microclima e…spiccata eleganza». Abbiamo parlato del Prosecco Superiore di Cartizze con Michele Rebuli dell’ Azienda Agricola Bastia di Valdobbiadene (TV).”
