Anna Botti, il blanc de blanc in gonnella di Tenuta La Vigna

Franciacorta, Trentodoc, Alta Langa, Champagne? Niente di tutto ciò. Perché nel panorama infinito delle bollicine italiane e francesi – senza considerare il mare magnum degli spumanti world wide – si possono trovare dei Metodo Classico V.S.Q. (vino spumante di qualità) di assoluto valore. La bottiglia del Blanc de Blanc “Anna Botti” In occasione dell’ultima degustazione de “La Loggia del Vignale – Vita, Calcio e Bollicine” … Continua a leggere Anna Botti, il blanc de blanc in gonnella di Tenuta La Vigna

Ugo Vezzoli, quando il Franciacorta è fatto “a mano”

Quando si arriva a San Pancrazio, l’aria profuma di domenica. La chiesa, le strade strette, la pietra dei casolari, il bar, il campo sportivo. E la cantina. Quella di Ugo Vezzoli riposa sotto un palazzo del Cinquecento che ricorda molto una domaine della Champagne. Lo facciamo notare anche al padrone di casa, Gian Battista Vezzoli, uomo semplice e garbato – nella vita si divide tra … Continua a leggere Ugo Vezzoli, quando il Franciacorta è fatto “a mano”

VISITE e INCONTRI/ Ecco Marco Tonini, produttore di Trentodoc a Isera (TN)

Il mondo del vino è così: si conoscono produttori, si assaggiano etichette celebri, di nicchia o addirittura sconosciute. Si studia, si capisce, si arricchisce il proprio bagaglio culturale. E non potrebbe essere altrimenti, visto che in una bottiglia non c’è soltanto il risultato di una fermentazione alcolica ma anni di lavoro, di studio e di passione. Continua a leggere “VISITE e INCONTRI/ Ecco Marco Tonini, produttore di Trentodoc a Isera (TN)”

«Il Franciacorta, come lo Champagne, è questione di stile». La nostra intervista a Leo Damiani, direttore dell’area sviluppo prodotti di Marchesi Antinori

Il Franciacorta è questione di stile. Un po’ come nella Champagne, dove ogni Maison, con gli stessi vitigni, riesce a dare una specifica impronta, a mettere la firma sulle etichette più famose del mondo. Continua a leggere “«Il Franciacorta, come lo Champagne, è questione di stile». La nostra intervista a Leo Damiani, direttore dell’area sviluppo prodotti di Marchesi Antinori”

Bortolomiol, il Motus Vitae nel calice. Il nostro assaggio della Grande Cuvée del Fondatore

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Non c’è che dire: il Valdobbiadene Docg sta vivendo una seconda giovinezza.

Un po’ perché, grazie all’attenzione riposta dai consumatori e dagli addetti ai lavori nei confronti della denominazione (o, più in generale, nel “mondo Prosecco”, quello buono però!), i produttori si stanno spingendo verso la ricerca di spumanti fortemente identificativi e, dall’altro lato, perché la scelta di puntare su etichette con residui zuccherini più bassi (inferiori dunque agli 8 g/l) ha permesso di evidenziare ed esaltare la poliedricità del Prosecco Superiore, complice anche – inutile negarlo – un mercato che richiede bollicine più “secche” rispetto al (recente) passato. unnamed

Ecco perché sta diventando sempre più facile trovare Valdobbiadene nella tipologia “Brut” se non addirittura “Brut Nature” (residuo zuccherino pari a 0 g/l), soprattutto per quanto concerne i “cru” aziendali.

A dirla tutta, il Prosecco “Brut” nasce da un’intuizione di Giuliano Bortolomiol, fondatore della nota azienda di Valdobbiadene, il primo a ottenere – nel 1967 – un Prosecco votato alla pienezza del sorso ed a note più acidule. Continua a leggere “Bortolomiol, il Motus Vitae nel calice. Il nostro assaggio della Grande Cuvée del Fondatore”

La lungimiranza di Madame Barbe Nicole Ponsardin, la celebre “Veuve” delle bollicine. Ecco la storia della Cuvée St. Petersbourg di Veuve Clicquot

Champagne è tradizione. Ma anche capacità e glamour, tecnica e status symbol. Lo spumante più conosciuto del pianeta è magia e marketing, che dalle Grandi Maison ai  vignaioli indipendenti riesce ancora a celebrare la leggenda di Pierre Pérignon, monaco francese dell’Abbazia benedettina di Hautvillers (situata nella regione della Champagne-Ardenne) che inventò, appunto, le mitiche bollicine. Continua a leggere “La lungimiranza di Madame Barbe Nicole Ponsardin, la celebre “Veuve” delle bollicine. Ecco la storia della Cuvée St. Petersbourg di Veuve Clicquot”

Blau Dorè, il fascino dell’esordio. Le bollicine dell’Azienda Agricola Pravis raccontate da Erika Pedrini

Potremmo definirlo una new entry del Trentodoc.

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I fondatori dell’Azienda Agricola Pravis

In effetti, l’Azienda Agricola Pravis ha abbracciato da pochissimo il sodalizio delle bollicine di montagna, facendosi però conoscere con un prodotto insolito per la denominazione, un Metodo Classico ottenuto da uve Pinot Nero (al 100%) vinificate in bianco. Gli amici francesi lo chiamerebbero Blanc de Noir, a Lasino – nella Valle dei Laghi – si è optato invece per “Blau Dorè”, unione perfetta fra i modi teutonici (Blauburgunder) e transalpini (Plant Dorè) di denominare il nobile vitigno a bacca rossa.

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Tre ragazze, una bollicina. Ecco Salísa, il Metodo Classico di Villa Corniole…

Sara, Linda e Sabina. Dai nomi di queste tre splendide ragazze, oltre che dalla passione di papà Onorio e mamma Maddalena, è nato il Metodo Classico Salísa, spumante della Val di Cembra firmato da Villa Corniole.

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Vigneti in Val di Cembra

Vigneti terrazzati e sfondi montani disegnano infatti il contorno dell’azienda di Giovo (TN) già conosciuta per i vini fermi (bianchi e rossi) di pregio: d’altra parte, la famiglia Pellegrini, dal Gewürztraminer al Teroldego, da molti anni soddisfa nasi e palati degli amanti delle etichette di montagna, brillando per naturalezza e grande attaccamento al territorio.

Stavolta, però, con lo Chardonnay, gli enologi di casa (fra i quali il giovane Mattia Clementi) hanno voluto eccellere fra remuage e sboccature, con due tipologie di champenoise, Brut e Dosaggio Zero, destinate – parere nostro – a giocare  un ruolo da protagoniste nel panorama vinicolo trentino (e non solo). Continua a leggere “Tre ragazze, una bollicina. Ecco Salísa, il Metodo Classico di Villa Corniole…”