Metodo Classico e Glera. Per alcuni un binomio forzato, per altri una nuova frontiera: fatto sta che il vitigno che dà origine alle bollicine più amate, quelle del Prosecco, è stato riscoperto sotto una veste meno scanzonata e più complessa, con vini che si esprimono su sentori che hanno a che fare col tempo e col lievito. Già con il metodo Col Fondo i produttori del … Continua a leggere “Sei Uno”, Bellenda gioca sui 12 mesi per il Metodo Classico di Glera
Il Cartizze, pardon!, il Prosecco Superiore di Cartizze: nell’ immaginario collettivo, il cru della Valdobbiadene Docg. Nei fatti, uno spumante talvolta bistrattato da una frangia di degustatori “integralisti” (e detrattori del Prosecco a priori, senza le doverose distinzioni fra Docg e Doc, Conegliano-Valdobbiadene e pianura), per un prezzo che, talvolta, lo avvicina ai Metodo Classico.
Ma Cartizze non è soltanto la massima elevazione del Valdobbiadene bensì una piccolissima area di circa 107 ettari (di vigneto, ovviamente), compresa tra le colline di Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza, frazioni di Valdobbiadene. Insomma, una “limited edition”!
Proprio in questa zona – che si presta alla viticoltura “eroica” – il microclima e l’uva Glera danno vita a una sinergia perfetta. Assoluta.
E lungo la via di Saccol c’è un produttore, Michele Rebuli dell’Azienda Agricola Bastìa, che è riuscito a interpretare al meglio il Prosecco Superiore di Cartizze grazie al lavoro in vigna e alle pendenze del Col Maset. Delicata aromaticità, fiori, frutta bianca: sono queste le caratteristiche del Valdobbiadene Superiore di Cartizze, che ritroviamo nelle bollicine di Bastìa.
Con Michele Rebuli abbiamo parlato proprio di questo vino. Vediamo cosa ci ha raccontato …
Michele Rebuli
Michele Rebuli, cosa rende le uve della zona Cartizze così speciali?
Andrea Miotto è un vigneron di sostanza. È nato e cresciuto sulle “Rive” di Colbertaldo di Vidor (terreni scoscesi e ripidi, caratteristici della zona del Valdobbiadene Docg), ma non si stanca mai di seguirle, curarle, raccontarle in modo semplice, senza dimenticare il lato puramente tecnico. Perché sì, il vino buono è un compromesso tra natura e scienza, tra sacro e profano.
Le bollicine dell’Alto Adige. Confuse spesso con le “cugine” della Trento Doc, sconosciute al main stream del vino. Introvabili nella grande distribuzione. Ma attenzione, però: gli spumanti dell’Alto Adige sono vini di grande eleganza,
carattere, spessore. E ormai pure tradizione: sono passati 106 anni, infatti, dal primo sekt presentato alla Mostra dei Vini di Bolzano. Ora, invece, si contano circa 200.000 bottiglie all’anno. La Kellerei Kaltern (Cantina di Caldaro sulla Strada del Vino), che raccoglie appena 400 soci conferitori di uve, uno spumante non ce l’aveva. Brillava per il suo GewürzTraminer, il St. Magdalener, il Pinot Grigio e il Pinot Nero, la Schiava, il Kalterersee Classico Superiore. Ma non aveva un Metodo Classico. Lo ha voluto – sviluppato – l’enologo “di casa” Andrea Moser: «L’idea è nata in prima battuta dalla passione per le bollicine e soprattutto per gli stili più secchi e verticali dello spumante italiano o dello champagne», le sue parole. Il nuovo Brut Nature di casa Kellerei Kaltern non è un esperimento. Anzi, vuole diventare un’etichetta di punta nel panorama enologico altoatesino.Continua a leggere “Il Brut Nature della Kellerei Kaltern, la bollicina per tutta l’estate. Lo abbiamo provato!”
Il Valdobbiadene Docg è un’eccellenza enologica mondiale, non ci piove. E Mass Bianchet, azienda di Colbertaldo di Vidor (Tv) di Enrico e Lorenzo Miotto, è fra i produttori del Prosecco Superiore nelle sue varie espressioni, dal popolarissimo Extra Dry al rifermentato in bottiglia (del sur lie- col fondo ve ne parlerò fra qualche giorno presentandovi il ProFondo di Miotto Walter e Capo degli Onesti di Bastìa).
In questi ultimi anni il gusto dei consumatori (compresi quelli degli spumanti Metodo Charmat, sulla carta più beverini e meno impegnativi) si è spostato verso i vini più secchi, con pochissimo residuo zuccherino.
VALDOBBIADENE. Identità e “terroir”. Dal 1946 la Confraternita di Valdobbiadene è una fantastica realtà. Che non rappresenta solamente il prodotto ultimo delle colline della Marca, ma anche storia e modus operandi di chi ,da sempre, dedica anima e corpo al proprio vigneto. Da questa unione di intenti – che coinvolge 66 produttori – è nata la bottiglia “Valdobbiadene Docg”, il cui utilizzo viene autorizzato e … Continua a leggere La bottiglia della Confraternita: storia, identità e terroir
VALDOBBIADENE. Rigore, tecnologia e qualità. Si può riassumere così la filosofia dell’azienda spumantistica Bortolomiol, tra i nomi più conosciuti della strada del Prosecco. La seconda tappa del bollicine-tour mi porta in via della Filandetta, Valdobbiadene city centre. Qui le quattro figlie (Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana) del mitico fondatore Giuliano Bortolomiol, il primo a credere nel prosecco come il vino di tutti, hanno deciso … Continua a leggere Tra i vigneti di Valdobbiadene: Bortolomiol, la qualità è una legge (e una forza) della natura.