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Ugo Vezzoli, quando il Franciacorta è fatto “a mano”

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L’azienda

Quando si arriva a San Pancrazio, l’aria profuma di domenica. La chiesa, le strade strette, la pietra dei casolari, il bar, il campo sportivo.

E la cantina. Quella di Ugo Vezzoli riposa sotto un palazzo del Cinquecento che ricorda molto una domaine della Champagne. Lo facciamo notare anche al padrone di casa, Gian Battista Vezzoli, uomo semplice e garbato – nella vita si divide tra l’insegnamento e la cantina – che ci accoglie nella sua azienda con gentilezza e affabilità.

«E pensare che i vigneti di San Pancrazio non rientravano nemmeno nel territorio della Franciacorta», racconta Vezzoli. «Questa località era infatti suddivisa fra tre comuni, Adrio, Erbusco e Capriolo, anche se, dagli anni ’60, non lo è più, essendo divenuta una frazione di Palazzolo sull’Oglio. Tuttavia, i nostri vigneti, quelli destinati alla produzione del metodo classico, sono situati nel comune di Adro», prosegue, «Qui a San Pancrazio, invece, ci dedichiamo alla vendemmia per l’ IGT Sebino (vino rosso fermo)».

Gian Battista Vezzoli si dimostra schietto e preparato. Ci accompagna in cantina, in parte interrata, dove mostra con orgoglio la bottaia, che ci fa dimenticare i 36 gradi dell’estate bresciana.

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Pupitres per il remuage manuale

Poi si arriva alla sala delle pupitres: «In molti ci chiedono come si faccia a fare ancora il remuage manuale nel 2018», sorride. «Finché i numeri ce lo permetteranno, noi lo faremo così. Siamo contenti della nostra linea di Franciacorta e della produzione che, dopo qualche anno di flessione, ora è in netto miglioramento e ci sta dando soddisfazioni». E non potrebbe essere altrimenti, vista la qualità delle bollicine di Ugo Vezzoli: «Produciamo quattro Franciacorta: Brut “tradizionale”, Satèn, Rosè e Pas Dosè, prodotto nel quale credo tantissimo. Con i “non dosati”, si sa, le basi devono essere perfette. E la sfida è proprio quella di cercare l’annata giusta ed ottenere una bollicina fine ed elegante».

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Degustazione

Detto, fatto. Il Franciacorta DOCG Millesimato 2012 Pas Dosè di Ugo Vezzoli (Chardonnay e Pinot Nero) – che assaggiamo in una sala bellissima, rustica ma borghese – ha un perlage finissimo e persistente. Il naso è maestoso, con frutta matura e una velatura di nocciola. Al sorso si fa sentire con una bella freschezza bilanciata dalla sapidità in un contesto maturo e opulento. Lo consigliamo con una bella faraona con patate arroste.

La cremosità e la facilità di beva sono le caratteristiche più importanti del Franciacorta DOCG Satèn (100% Chardonnay): naso delicato, leggera croccantezza – non così diffusa nella tipologia – e un bel finale appagante. Abbinamento? Fritturina di pesce, un pomeriggio d’estate e buoni amici.

Francesco Vigato

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