Alla scoperta del Torcolato, il passito di Breganze. Franca Miotti: «Dolce ma non stucchevole, un vino perfetto»
A Sandrigo si respira un’aria gioiosa. Nonostante la fine dell’estate, le piogge, il ritorno al

lavoro o, semplicemente, alla vita di tutti i giorni. D’altra parte, la Festa del Bacalà (in programma dal 12 al 25 settembre), ospitata dalla cittadina dell’Alto vicentino, è un evento fantastico, un’occasione di convivialità e buon cibo che spazia dai piatti della tradizione alle eccellenze enologiche. Ed eccoci così al Torcolato, in degustazione a due passi dal Palabacalà. Un vino passito che rappresenta l’orgoglio della Doc della vicina Breganze, terra di grandi produttori (un vecchio proverbio veneto dice “Pan padovan, vin visentin, tripe trevisane e dòne venessiane”) e altrettanto grandi etichette.





C’era una volta “Champagne Italiano”, il Metodo Classico firmato da Antonio Carpené.
Bortolomiol non ha bisogno di presentazioni. L’azienda di Valdobbiadene , guidata dalle sorelle Elvira, Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, da almeno 20 anni fa conoscere il Prosecco Superiore in tutto il mondo, oltre ad essere fra i produttori più apprezzati e serviti nelle enoteche italiane. L’etichetta più rappresentativa, manco a dirlo, è il Bortolomiol Bandarossa, un Extra Dry millesimato che, quest’anno, la casa vinicola trevigiana ha deciso di esaltare in versione limitata con 6.000 bottiglie di “Special Reserve”, affidando allo staff dell’enologo Emanuele Serafin il compito di tirare fuori il meglio dalla tipologia.
