«La scelta della “particella” è fondamentale per un buon Trentodoc». Mauro Baldessari, Direttore della cantina Vivallis, ci ha parlato del Valentini Millesimato 2013

«Già nel 1899, come documentato dalla pubblicità su “La Strenna dell’Alto Adige”, Arminio Valentini era il primo in Trentino a produrre spumante di alta qualità».
Questo piccolo richiamo storico campeggia sull’etichetta del Trentodoc Valentini di Weinfeld (che prende il nome dall’esponente della famiglia di proprietari terrieri che riforniva di vino la Casa imperiale d’Austria, ndr) di Cantina Vivallis, sodalizio che, attualmente, raccoglie le uve di ben 800 soci per produrre etichette fortemente rappresentative della Vallagarina. È il team di enologi coordinato da Mauro Baldessari a curare la produzione di Vivallis, anche se, a detta dello stesso Direttore, la maggior parte del lavoro di un tecnico avviene in vigna.
«La qualità di un vino si decide in campagna», afferma Baldessari. « L’enologo, infatti, deve

conoscere bene il territorio perché è dai terreni giusti, o da una zona particolarmente vocata, che si ottengono le uve perfette, purché queste siano vendemmiate a mano e in giornata».








Bortolomiol non ha bisogno di presentazioni. L’azienda di Valdobbiadene , guidata dalle sorelle Elvira, Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, da almeno 20 anni fa conoscere il Prosecco Superiore in tutto il mondo, oltre ad essere fra i produttori più apprezzati e serviti nelle enoteche italiane. L’etichetta più rappresentativa, manco a dirlo, è il Bortolomiol Bandarossa, un Extra Dry millesimato che, quest’anno, la casa vinicola trevigiana ha deciso di esaltare in versione limitata con 6.000 bottiglie di “Special Reserve”, affidando allo staff dell’enologo Emanuele Serafin il compito di tirare fuori il meglio dalla tipologia.