«La scelta della “particella” è fondamentale per un buon Trentodoc». Mauro Baldessari, Direttore della cantina Vivallis, ci ha parlato del Valentini Millesimato 2013

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Mauro Baldessari, Enologo e direttore della Cantina

«Già nel 1899, come documentato dalla pubblicità su “La Strenna dell’Alto Adige”, Arminio Valentini era il primo in Trentino a produrre spumante di alta qualità».
Questo piccolo richiamo storico campeggia sull’etichetta del Trentodoc Valentini di Weinfeld (che prende il nome dall’esponente della famiglia di proprietari terrieri che riforniva di vino la Casa imperiale d’Austria, ndr) di Cantina Vivallis, sodalizio che, attualmente, raccoglie le uve di ben 800 soci per produrre etichette fortemente rappresentative della Vallagarina. È il team di enologi coordinato da Mauro Baldessari a curare la produzione di Vivallis, anche se, a detta dello stesso Direttore, la maggior parte del lavoro di un tecnico avviene in vigna.

«La qualità di un vino si decide in campagna», afferma Baldessari. « L’enologo, infatti, deve

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Cantina Vivallis

conoscere bene il territorio perché è dai terreni giusti, o da una zona particolarmente vocata, che si ottengono le uve perfette, purché queste siano vendemmiate a mano e in giornata».

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La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»

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Paolo Verdi con il Cruasè

Cruasè è un marchio vero e proprio. Voluto dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, il nome riassume i termini cru (che significa “selezione”) e rosè, come il colore del mosto rosa da cui nascono vini 100% Pinot Nero. Ed è proprio il Pinot Nero il vitigno principe di un territorio, l’Oltrepò, che si estende a sud della Lombardia e che, di fatto, stabilisce il confine regionale con Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. In questa striscia di colline e saliscendi si producono bollicine fenomenali come l’O.P. Metodo Classico (Pinot Nero vinificato in bianco, ndr) e, per l’appunto, il Cruasè: «La produzione dei Metodo Classico nella versione rosè è iniziata nel 2007», racconta Paolo Verdi, titolare dell’Azienda Agricola di Canneto Pavese ereditata dal padre, il primo della famiglia ad imprimere il nome in etichetta. «È sicuramente un’ottima espressione del Pinot Nero nella quale il Consorzio crede moltissimo. Il colore rosa carico, tratto caratteristico del Cruasè, lo otteniamo dalla macerazione a freddo delle uve con la propria buccia». Continua a leggere “La riscossa dell’Oltrepò Pavese. Paolo Verdi: «Facciamo a gara a chi produce meglio»”

Il primo spumante certificato Biovegan è trentino. Ecco l’ “Altinate Blanc de Blanc” della Cantina di Aldeno

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La cantina di Aldeno

Uno spumante…vegano. È un’operazione commerciale, quella della Cantina di Aldeno, ma l’idea è sicuramente lungimirante, in un mercato che si sta avvicinando sempre di più ai consumatori che hanno intrapreso scelte alimentari – più o meno “integraliste” –  o abbracciato nuove filosofie di vita. La realtà trentina, che raduna 370 soci in un bacino che comprende i territori di Roverè della Luna, Aldeno, Villa Lagarina, Isera, Volano, Nomi, Besenello, Calliano e Rovereto, ha infatti ottenuto la certificazione ICEA per una linea di vini Bio Vegan. Fra questi anche un Metodo Classico, il Trentodoc Altinate Blanc de Blanc, le cui uve provengono da un’unica particella (tutta coltivata a Chardonnay) della zona di Villamontagna, sulle colline di Trento. «L’idea del vino Bio Vegan nacque durante una cena vegana» racconta il Direttore della Cantina Walter Webber.

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Walter Webber, Direttore della Cantina

«In quell’occasione, io che proprio vegano non sono, ebbi modo di discutere con la moglie dell’ex presidente del nostro sodalizio sul fatto che in cantina ci sono delle procedure che richiedono prodotti di origine animale. Da quello scambio opinioni venne l’idea di ottenere la certificazione Bio Vegan e la Cantina di Aldeno è stata proprio la prima in Italia ad averla ottenuta». Nello specifico, il vino vegano, nel processo di stabilizzazione, non viene “trattato” con proteine di origine animale, e lo stesso vale per la moltiplicazione dei lieviti, che avviene su substrati di origine vegetale. «Il vino è assolutamente uguale a quello “tradizionale”», sottolinea Webber. «Mettiamola così: è soltanto lavoro in più per l’enologo». Continua a leggere “Il primo spumante certificato Biovegan è trentino. Ecco l’ “Altinate Blanc de Blanc” della Cantina di Aldeno”

Mionetto festeggia i 130 anni con un “Dosaggio zero” in edizione limitata: ecco la Cuvée Anniversario 1887-2017

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Cantine Mionetto

Un brindisi “lussuoso” per i 130 anni della Cantina Mionetto. Il marchio storico del “mondo Prosecco” ha creato uno spumante Dosaggio Zero (dicitura che, per il Metodo Charmat, indica un residuo zuccherino ridotto al minimo, ndr) per festeggiare un traguardo di grande prestigio e fortemente evocativo. Continua a leggere “Mionetto festeggia i 130 anni con un “Dosaggio zero” in edizione limitata: ecco la Cuvée Anniversario 1887-2017″

Nuove bollicine per la Cantina Sociale di Trento. “Zell” abbraccia il Pinot Nero e diventa…Rosè.

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La Cantina Sociale di Trento

Parola d’ordine: RosèIl 2017 è un anno di novità pure per la Cantina Sociale di Trento, realtà, nata nel 1956, che raduna 400 soci fra vignaioli e piccoli conferitori. Dopo lo Zell Brut Trentodoc (che abbiamo avuto modo di assaggiare due anni fa ricavandone ottime impressioni, ndr) il sodalizio, manco a dirlo, con sede in via dei Viticoltori, ha lanciato un Metodo Classico Rosè, presentato in anteprima all’ultimo Vinitaly. Continua a leggere “Nuove bollicine per la Cantina Sociale di Trento. “Zell” abbraccia il Pinot Nero e diventa…Rosè.”

«Il mio Franciacorta senza compromessi». Ecco il “Dosaggio Zero” di Andrea Arici, produttore emergente di Gussago (BS).

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Andrea Arici

Il suo nome campeggia sulle bottiglie del Franciacorta Docg di casa. Perché il vino, si sa, non è soltanto una denominazione sparata in etichetta, un abbinamento di colori ammiccante o un buon biglietto da visita. Nel caso di Andrea Arici è pure rappresentativo di un personaggio, di chi ci mette la faccia insomma, quasi a voler dire «Signore e signori, questo sono io!».  In una scelta del genere c’è coraggio, volontà di affermarsi. Anche sicurezza nei propri mezzi, è innegabile. O – ancora meglio – la certezza di produrre bollicine fortemente evocative del proprio credo sul rapporto con il territorio e sul lavoro in cantina.

Colline della Stella, azienda di Gussago (BS), è fra l’altro l’unica della Franciacorta a produrre esclusivamente Metodo Classico “Dosaggio Zero”, spumanti (con residuo zuccherino inferiore ai tre grammi litro) che non hanno avuto aggiunte di zucchero dopo la sboccatura. Continua a leggere “«Il mio Franciacorta senza compromessi». Ecco il “Dosaggio Zero” di Andrea Arici, produttore emergente di Gussago (BS).”

«Il nostro Dom Jurosa dalla burrata alla frittura di pesce». La potenza e gli abbinamenti del Metodo Classico friulano di Alvaro Pecorari, enologo e proprietario dell’Azienda Lis Neris

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Cantina Lis Neris

Tosti, arcigni, minerali. I vini friulani, lo vuole la tradizione, sono rappresentativi di una regione e di un popolo che mettono d’accordo mare, pianura e  montagna,  Nord, Est e Sud Europa, con rigore ma anche estrema naturalezza.
I vini di Lis Neris, azienda di San Lorenzo Isontino (GO) non sono da meno. La tenuta della famiglia Pecorari, con i suoi 70 ettari di vite piantate tra il confine sloveno e la riva destra del fiume Isonzo, può vantare condizioni climatiche e morfologiche (del terreno) ideali: ci sono infatti i “claps“, ciottoli superficiali che incamerano calore durante il giorno e lo rilasciano durante la notte aiutando la maturazione delle uve e venti provenienti da Nord-est che provocano escursioni termiche tali da favorire la concentrazione aromatica e il bilanciamento degli acidi. Continua a leggere “«Il nostro Dom Jurosa dalla burrata alla frittura di pesce». La potenza e gli abbinamenti del Metodo Classico friulano di Alvaro Pecorari, enologo e proprietario dell’Azienda Lis Neris”

Bortolomiol Bandarossa “Special Reserve”. La ricerca della perfezione firmata Bortolomiol

Bott-BANDAROSSA-SRBortolomiol non ha bisogno di presentazioni. L’azienda di Valdobbiadene , guidata dalle sorelle Elvira, Maria Elena, Giuliana e Luisa Bortolomiol, da almeno 20 anni fa conoscere il Prosecco Superiore in tutto il mondo, oltre ad essere fra i produttori più apprezzati e serviti nelle enoteche italiane. L’etichetta più rappresentativa, manco a dirlo, è il Bortolomiol Bandarossa, un Extra Dry millesimato che, quest’anno, la casa vinicola trevigiana ha deciso di esaltare in versione limitata con 6.000 bottiglie di “Special Reserve”, affidando allo staff dell’enologo Emanuele Serafin il compito di tirare fuori il meglio dalla tipologia.

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